Pubblicato da: sergiolapenna | 24 novembre 2008

LAPENNA: L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO IN BASILICATA

Il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, in qualità di componente dell’Osservatorio Regionale del Volontariato in Basilicata, prenderà parte al convegno dal titolo “Il Volontariato e le marginalità” che si terrà oggi pomeriggio alle 17.30 presso il Centro ‘Don Uva’, organizzato dal Centro di Riabilitazione ‘Don Uva’, dall’Agenzia Nazionale del Servizio Civile, unitamene alla società consortile onlus ‘Solidarietà in Rete’. “All’incontro sarà presente – riferisce Lapenna – il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per la Famiglia, al contrasto alle tossicodipendenze ed al servizio civile”.

“Il convegno di oggi – afferma Lapenna – rappresenta l’occasione per riprendere e rilanciare il ruolo e l’importanza del volontariato in Basilicata. Il volontariato è una componente essenziale della società regionale, infatti con la legge del 2000 il Volontariato lucano vede riconosciuto il suo ruolo fondamentale di rappresentanza politica, a cui viene affiancato l’Osservatorio Regionale per il Volontariato. L’Osservatorio è stato istituito proprio con la funzione di favorire la promozione del volontariato in Basilicata. Attualmente – aggiunge Lapenna – le associazioni di volontariato iscritte nel Registro Regionale sono circa 600, ma non sono le sole, poiché esistono gruppi, comitati, centri di ascolto che costituiscono il grande tessuto di volontariato diffuso nel territorio. Le associazioni svolgono un importante ruolo di formazione, di orientamento, di condivisione e contribuiscono ad uno sviluppo autonomo di quella società solidale che si confronta in piena autonomia con le istituzioni. Oggi si tende a trasferire al privato le incombenze sociali che il pubblico non riesce più a garantire. Nell’esperienza locale della Regione Basilicata – sottolinea Lapenna – sono numerosi gli elementi di criticità che purtroppo registriamo. La domanda di servizi sociali non trova oggi piena risposta nella nostra regione, Regione che non è ancora in grado di offrire alle famiglie che hanno in casa un problema di demenza, disabilità, emarginazione, non autosufficienza, la possibilità di fruire di servizi concreti di specifica assistenza. Ecco perché le organizzazioni di volontariato, gli enti e le associazioni del Terzo Settore andrebbero sostenuti e facilitati nel loro sforzo di organizzare in via diretta una risposta ai bisogni del territorio. Per questa ragione – ribadisce Lapenna – bisogna promuovere un forte investimento nell’integrazione socio – sanitaria, partendo dall’analisi dei bisogni e puntare sulla costruzione di una rete integrata dei servizi erogati dallo Stato, ma anche dalle tante associazioni presenti sul territorio. Il punto è sollecitare la politica ad ascoltare il mondo del volontariato, per far sì che il volontariato sia coinvolto nella programmazione sociale, nella concertazione della programmazione regionale, nella costruzione del welfare locale”.

“Dobbiamo collaborare con l’associazionismo nella e per la progettazione degli interventi per la comunità – sostiene l’esponente del Pdl – perché ognuno (impresa, ente locale, terzo settore, ecc.) metta a disposizione di essa la propria specificità, competenza e conoscenza. Dalla valutazione dell’esperienza, delle problematiche che i volontari quotidianamente affrontano operando sui territori e dalla rappresentazione dei bisogni delle fasce deboli si deve consentire al volontariato di recare il proprio contributo nella definizione di leggi, programmi, progetti. Volontariato, quindi – dichiara Lapenna – come tessitura sociale e costruzione di protagonismo sociale. Un volontariato che deve proporre e stimolare l’innovazione nei servizi avendo al centro la territorialità e la domiciliarità. Un volontariato, però, anche di tutela in grado, nel caso di disfunzioni, di denunciare. Di qui l’importanza della costituzione degli Osservatori Regionali del Volontariato quali strumenti attraverso i quali l’associazionismo può diventare partecipe delle scelte di politica sociale attraverso l’individuazione delle criticità presenti sui territori e la proposizione di programmi e progetti in grado di innovare e qualificare i servizi. L’impegno congiunto istituzioni – volontariato – conclude Lapenna – deve essere la lotta all’emarginazione sociale, la costruzione di un welfare sociale in grado di offrire risposte concrete ai bisogni dei territori al fine di contrastare l’esclusione sociale”.

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