Pubblicato da: sergiolapenna | 26 novembre 2008

LAPENNA (FI-PDL) SU ATTUAZIONE PIANO DI RIORDINO ASL

La legge regionale in tema di riordino organizzativo e territoriale del Servizio sanitario regionale, “oramai prossima alla sua attuazione, annunciata come un progetto di legge che avrebbe cambiato volto alla sanità lucana, nel corso del suo excursus sta incontrato vari ostacoli”. È quanto dichiara il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl).

“Nel mese di luglio – ricorda Lapenna – ci fu un incontro tra l’assessore Antonio Potenza ed i vertici delle Aziende sanitarie locali, resosi necessario, secondo quanto dichiarato dall’assessore stesso ‘per far emergere tutte le problematiche e le criticità di una riforma delicata, sebbene necessaria e non più procrastinabile, in un settore strategico come quello sanitario, il quale richiede, nel quadro di una migliore razionalizzazione delle attività e delle risorse, la partecipazione attiva di tutti gli organi competenti per offrire prestazioni e servizi di massima qualità alla collettività lucana’. Si annunciava a gran voce la necessità di dare avvio alla riforma prevista dalla nuova legge, per consentire l’adeguamento e la modernizzazione della sanità lucana”.

“Ma tutt’ oggi – aggiunge Lapenna – non si è capito fino in fondo se tale riforma comporti effettivamente un risparmio ed in quale misura per la sanità regionale. Infatti, la riforma è piuttosto complessa e i tempi per la sua realizzazione si prospettano lunghi, poiché il sistema sanitario regionale si articolerà in due Asl a dimensione provinciale e in un’Azienda Ospedaliera regionale, mentre il territorio sarà organizzato in Distretti della Salute a dimensione comprensoriale, coincidenti con gli Ambiti socio-territoriali dei servizi alla persona. Se da un lato si cerca di far cambiare volto alla sanità lucana con l’ accorpamento delle Aziende sanitarie territoriali, rilanciando la funzione dei distretti socio-sanitari, in modo da assumere una conformazione a rete per rafforzare la propria competitività, dall’altro era fondamentale porre in essere una seria attività di programmazione”.

“Al riordino del servizio sanitario regionale – afferma ancora Lapenna – si doveva arrivare con un preventivo lavoro di analisi paziente dei costi per evidenziare le dispersioni, le anomalie, le duplicazioni che rendono poco efficiente, efficace ed economica la sanità lucana. Dopo tale lavoro si sarebbe dovuto ricercare l’assetto più coerente e conveniente che avrebbe potuto anche portare alla riduzione delle Asl. Il tutto, invece, come consuetudine dell’esecutivo regionale, è avvenuto in assenza della definizione dello Statuto regionale, che avrebbe dovuto ridisegnare l’impianto istituzionale e, soprattutto, manca il punto fondamentale, ossia la redazione di un Piano sanitario regionale atteso ormai da anni, che avrebbe dovuto analizzare le reali criticità ed esigenze del pianeta sanitario”.

“Seppure – conclude Lapenna – è necessario, come prospettato dalla legge di riforma, incentivare principalmente l’integrazione tra l’assistenza sanitaria e quella sociale per superare il dualismo ospedale-territorio e potenziare l’assistenza delle cure primarie, è altrettanto necessario chiarire, ai cittadini e alle comunità che li ospitano, quale sarà la funzione dei vari ospedali presenti nel territorio, poiché ciò che è fondamentale nella sanità è elevare principalmente l’efficienza e l’efficacia dei servizi”.

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