Pubblicato da: sergiolapenna | 27 novembre 2008

LAPENNA (FI-PDL) SU CAUSE CRISI INDUSTRIALE

La crisi economica industriale della Basilicata “assume oggi dimensioni drammatiche, poiché i piani industriali di rilancio si sono dimostrati anacronistici e inefficienti in un mercato completamente rivoluzionato”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna. “I quotidiani nazionali – afferma Lapenna – dipingono una Basilicata sull’orlo del baratro, tracciando un quadro impietoso che coinvolge indistintamente tutti i settori produttivi. E’ pur vero che non bisogna colpire indiscriminatamente un’intera comunità, ma è altrettanto vero che la crisi dell’economia sta attraversando pesantemente la nostra regione. Se poi, come dichiarato dall’assessore Folino, dietro questo episodio si celano attacchi di gruppi di potere e di forze giustizialiste di una parte della coalizione di governo, queste devono essere allontanate dalla maggioranza. Senza voler fare sterili polemiche e al di là della situazione della grave crisi internazionale che si ripercuote anche nella nostra realtà territoriale, è pur vero che dal 1995 in poi nella politica regionale è mancata completamente una seria attività di programmazione, prima, e di verifica e controllo, poi, sui risultati raggiunti”.

“ Nella regione Basilicata manca uno Statuto – afferma ancora La penna – manca da anni il Documento di Programmazione economica e finanziaria (Dapef) senza il quale non si può redigere un bilancio regionale, ma l’ostacolo è stato aggirato con un documento strategico che puntualmente viene valutato negativamente dalla Corte dei Conti. Mancano inoltre un Piano energetico ed un nuovo Piano sanitario. Nel frattempo però si effettua la più grande estrazione di petrolio, ma anche qui non abbiamo dati certi, si avvia una riforma sanitaria senza una programmazione a monte, si distribuiscono fondi a pioggia senza mai verificare in termini produttivi come hanno inciso realmente nel contesto produttivo. Negli ultimi anni – aggiunge Lapenna- si sono succeduti tutti i programmi Por fotocopia dei precedenti, che già non avevano raggiunto gli obiettivi prefissati. I finanziamenti a pioggia, la politica clientelare hanno costruito un sistema economico fragile e senza alcuna garanzia. Non dimentichiamo che nella nostra regione sono piovute infinite risorse europee, statali e regionali, ma l’apparato produttivo economico ha prodotto un unico risultato la disoccupazione (nella sola Val Basento, tanto per fare un esempio, da 10 mila operai si è passati a poco meno degli attuali 800). Il tutto è avvento senza una programmazione, senza un piano industriale innovativo e confacente alle peculiarità ed alle esigenze del territorio, senza la selezione di progetti strategici ed innovativi che avrebbero potuto garantire un minimo di sicurezza e di sviluppo”.

A parere di Lapenna “questo modo di operare, oggi, evidenzia tutte le sue lacune. Il governo regionale, anche nel corso di questa legislatura, si è sempre dimostrato lento nella gestione delle gravi crisi industriali e inadatto nella prevenzione delle situazioni di rischio. Il risultato di tutto ciò è che le maggiori realtà produttive locali attraversano una crisi senza precedenti che, nella totalità dei casi, diventa irrimediabile. In realtà insistere anche solo sull’aumento della produttività attraverso l’introduzione di tecnologia per rendere competitive le aziende è assolutamente limitativo rispetto alle reali cause e proporzioni del problema. Anche l’innovazione tecnologica non arresterebbe il fenomeno della chiusura di stabilimenti, poiché, le imprese europee e americane che delocalizzano la produzione verso paesi con bassi salari spesso sono multinazionali che sono all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. La delocalizzazione avviene perchè il guadagno nei paesi dell’Europa dell’est o in Asia è molto maggiore per gli imprenditori grazie ai minor costi salariali e all’assenza di diritti sindacali. Il consigliere regionale ritiene che vi debba essere una nuova politica che affronti in maniera seria il problema della crisi ponendo in essere atti di programmazione condivisibili e non semplici atti politici, con cui il centro sinistra lucano – a parere dell’esponente di FI- ha alimentato invece un sistema di gestione non produttivo, ancorato principalmente alla formazione professionale, un sistema vecchio e oramai superato, senza considerare i nuovi fattori del mercato moderno. È necessaria oggi l’applicazione di una politica riformista e riformatrice, così come ha ribadito Confindustira che ha presentato un Piano di azione mirato soprattutto alla ‘accelerazione ed alla semplificazione degli interventi’. Non più – conclude Lapenna- una politica di mero assistenzialismo che ha prodotto i danni economico sociali a cui stiamo assistendo, ma un processo di programmazione complessivo ed esaustivo, tenendo presente quelle che sono le nuove realtà produttive, poiché non è sufficiente risolvere le crisi industriali con qualche ammortizzatore sociale”.

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