Pubblicato da: sergiolapenna | 12 dicembre 2008

LAPENNA (FI-PDL): LE CRITICITA’ DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

Il consigliere regionale di Forza Italia per il Pdl e componente nazionale dell’organismo di controllo dell’Unione Camere Penali Italiane, Sergio Lapenna, in una nota commenta le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune Procure italiane.

“Le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune procure italiane – ha dichiarato l’esponente del Pdl – sono l’esempio macroscopico di una grave frattura all’interno della Magistratura che non riesce più a garantire una immagine di legalità e di terzietà nella amministrazione della giustizia italiana. Tutto ciò è il frutto di alcuni gravi errori perpetrati nel corso del tempo che comportano, oramai di consuetudine, la pretesa di perseguire le esigenze di tutela della collettività a scapito delle garanzie poste a presidio della libertà individuale di ciascuna persona. Infatti, è diventata una costante – ha continuato Lapenna – la pubblicazione di notizie riservate, prima che i diretti interessati ne abbiano avuto formale conoscenza e senza aver mai scoperto chi, in violazione delle leggi in materia, le abbia divulgate”.

“Tale situazione – ha sottolineato Lapenna – è il risultato di una parte del sistema giudiziario italiano che amministra la giustizia attraverso il clamore mediatico, che porta alla creazione di mostri giudiziari senza che un giudice terzo si sia ancora pronunciato, usando uno strumento ad hoc che è quello delle intercettazioni. Pur nella legittimità giuridica del materiale investigativo – aggiunge Lapenna – c’è da chiedersi se sia corretto o meno che alcuni fatti afferenti strettamente alla privacy dei singoli cittadini, ossia i cosiddetti dati sensibili, debbano essere impunemente divulgati e pubblicati”.

“I Pubblici ministeri nello svolgimento delle loro delicate funzioni hanno il dovere non di ricercare la notizia di reato attraverso l’intercettazione, ma di partire già da una notizia di reato codificata che può eventualmente, per un maggiore supporto probatorio, essere rinforzata dallo strumento intercettazione che, ricordiamo è elemento utile all’indagine, ma non può diventare il punto di partenza della stessa”.

“È importante in questa fase – a parere di Lapenna – garantire, innanzitutto, i cittadini, intimoriti dall’idea di incappare nel marasma infinito delle intercettazioni, garantire altresì il diritto di cronaca ma, al contempo, va ripristinato il diritto sacrosanto ad una gestione terza ed imparziale della giustizia, attraverso anche la creazione di un organismo disciplinare indipendente che controlli l’operato di tutti quelli che gestiscono il pianeta giustizia. Oggi – conclude Lapenna – troppo spesso il processo viene celebrato in Tv, dove per lo più non si riconosce alla tesi difensiva lo stesso spazio mediatico accordato all’accusa, impedendo così al cittadino di formare un suo libero convincimento”.

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