Pubblicato da: sergiolapenna | 2 aprile 2009

LAPENNA: NUOVE NORME PER CONTRASTARE IL LAVORO IN NERO

“Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare occorre una normativa regionale aggiornata ed efficiente per arginare un fenomeno molto diffuso, anche, in Basilicata”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Infatti, la Regione Basilicata – afferma Lapenna – ancora non si è dotata di una legge in merito. Per la verità, nella seduta odierna della IV Commissione consiliare permanente sono stati auditi i rappresentanti delle imprese e delle associazioni di settore per esprimere alcune osservazioni in merito a delle proposte di legge presentate da alcuni consiglieri regionali in materia di contrasto al lavoro non regolare. Tuttavia, mi preme sottolineare alcune osservazioni fatte dal presidente dell’Api di Matera che ha evidenziato come una parte delle norme inserite nella proposta di legge sul lavoro irregolare sono state superate dalla normativa nazionale che, nel frattempo, è intervenuta”.

“Innanzitutto – aggiunge Lapenna – occorre precisare che i dati che riguardano il lavoro irregolare, grazie agli strumenti legislativi intervenuti dopo il 2006 insieme con un’azione di sensibilizzazione delle parti sociali, hanno consentito un miglioramento della situazione. Le associazioni imprenditoriali – afferma Lapenna – sono favorevoli ad inserire misure per incentivare l’emersione dal lavoro in nero e la regolarizzazione dei rapporti di lavoro senza adottare, però, misure troppo repressive o eccessivamente penalizzanti poiché esse non costituirebbero un deterrente, né sarebbero risolutive del problema, anzi potrebbero avere l’effetto di concentrare il lavoro nero nelle zone più arretrate della regione. Attualmente, le direttive della Comunità europea prevedono degli incentivi per chi regolarizza il lavoro irregolare con un rapporto di lavoro a tempo determinato per la durata di almeno 12 mesi, un principio assolutamente condivisibile e più ragionevole”.

“È auspicabile – conclude Lapenna – un intervento rapido ed efficace da parte della Regione in materia di lavoro sommerso con la previsione di alcuni incentivi per garantire un lavoro regolare per i lavoratori e per le imprese che, in tal modo, si impegnerebbero a stabilizzare i lavoratori irregolari e quelli precari”.

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