Pubblicato da: sergiolapenna | 6 aprile 2009

DISLESSIA, PROPOSTA DI LEGGE DI LAPENNA E MASTROSIMONE

 I consiglieri regionali Sergio Lapenna (FI –Pdl) e Rosa Mastrosimone (Gruppo misto Adc) hanno presentato una proposta di legge di modifiche ed integrazioni alla L.R. 12.11.2007 n. 20 “Interventi in favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre difficoltà specifiche di apprendimento”, che riconosce uno spazio di azione anche al servizio di Psicologia clinica che invece non è presente fra i servizi territoriali previsti dalla legge e deputati alla diagnosi ed all’intervento del disturbo. “Lo strumento legislativo di cui si è dotata la Regione Basilicata nel 2007 che precorre, in ordine di tempo, anche la legislazione nazionale, ha individuato, infatti – sottolineano i due consiglieri – nel Dipartimento Interaziendale di Neuropsichiatria per l’età evolutiva (DGR n. 1830/2004) l’organismo competente, anche in collaborazione con altre strutture, per qualsiasi intervento di diagnosi e riabilitazione dei soggetti affetti da difficoltà specifiche di apprendimento”. “Il DDL n.2843 ‘Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento’ – affermano Lapenna e Mastrosimone – riconosce la dislessia, la disgrafia o disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali”. Da queste premesse, esplicitate nel corso dell’audizione del Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata, richiesta dalla consigliera .Mastrosimone, nasce la proposta di integrazione volta “ad adeguare la normativa regionale a quanto accettato già in sede nazionale. Il disegno di legge, infatti ha accolto le osservazioni pervenute in sede nazionale all’Associazione Italiana Dislessia e dall’Ordine Nazionale degli Psicologi”.
I consiglieri ritengono che “la questione sia di particolare rilievo per un approccio più completo al disturbo nell’interesse dei minori, delle famiglie ed anche delle istituzioni scolastiche, e che competenze professionali differenti possano contribuire ad approcci differenziati tra disturbi, rendendo anche più agevole e rapido l’intervento delle competenti strutture”.

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