Pubblicato da: sergiolapenna | 6 aprile 2009

LAPENNA: CHIAREZZA SU PIANO DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

“Il lavoro che è stato fatto in Quarta Commissione sul Piano di dimensionamento scolastico è stato quello di recuperare in qualche modo dei risultati rispetto ad un inizio disastroso, con l’audizione di quasi tutte le comunità interessate. Infatti, sono state accolte la maggior parte delle richieste delle comunità locali, supportate dagli emendamenti presentati, che hanno delineato un piano più razionale e coerente con la situazione specifica della Basilicata, poiché il precedente era teso a tutelare inutili campanilismi e a salvaguardare singole direzioni didattiche, piuttosto che mirare ad una tutela complessiva del sistema scolastico. Ma, in merito alle ultime voci circolate negli ultimi giorni sulla mancata applicazione da parte dell’Ufficio scolastico del piano licenziato in Consiglio regionale occorre fare un pò di chiarezza”. È quanto dichiara il vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente, Sergio Lapenna.

“Nel nuovo Piano di Dimensionamento scolastico – aggiunge Lapenna – sono state accolte la gran parte delle istanze pervenute dalle comunità locali, tant’è che il Ministero le ha recepite in toto, tranne quelle ritenute illegittime secondo la normativa nazionale. La nuova fase di concertazione è stata avviata grazie al Ministero che ci ha consentito di porre mano a questa delicata situazione, consentendoci di lavorare sul Piano di dimensionamento, poiché la Regione Basilicata è stata l’unica in Italia a non averlo approvato entro i termini stabiliti. Ma di fronte alle strumentalizzazioni politiche è opportuno chiarire che il Ministero è venuto incontro più volte alla Regione Basilicata, tant’è che il piano è stato accolto così come licenziato dal Consiglio. I punti critici, invece, riguardano la mancata applicazione da parte dell’Ufficio scolastico regionale, di alcuni aspetti del Piano, ritenuti non conformi alla normativa vigente. Infatti, dal controllo di legalità operato dal Ministero alcuni degli accorpamenti prospettati non sono il linea con le normative ministeriali”.

“Pertanto, non è che manca la volontà del Dirigente scolastico – rimarca Lapenna – di applicare il Piano di dimensionamento scolastico così come approvato in Consiglio regionale ma, semplicemente, non è possibile accogliere alcune ipotesi poiché non corrispondono al dettato normativo. Il centro sinistra cerca di scrollare le responsabilità di una vicenda che sin dall’inizio è stata gestita male e che, nella fretta dell’approvazione per i tempi ampiamente scaduti, ha registrato delle disattenzioni. Il Ministero, attraverso il suo controllo di legalità ha giustamente respinto le normative illegittime. È inutile negare, poi – conclude Lapenna – che si dovrà lavorare seriamente e tempestivamente su una riforma organica della scuola a livello regionale, proprio perché sono stati adottati alcuni provvedimenti in deroga che hanno solo carattere provvisorio, mentre nella nostra regione sussiste un constante calo demografico che rischia di avere le maggiori ripercussioni nei piccoli Comuni che verranno privati dei rispettivi presidi scolastici”.

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