Pubblicato da: sergiolapenna | 14 aprile 2009

LAPENNA SU PRESENZA INDAGATI NELLE LISTE ELETTORALI

 “Sulla presenza nelle liste politiche di persone indagate, l’Italia dei valori si è sempre dimostrata intransigente, tant’è che essa ha costituito il baluardo del proprio programma elettorale e spesso ha messo a dura prova l’alleanza con lo stesso Pd. Infatti, l’Idv ritiene che il consenso nell’opinione pubblica nasce proprio in una politica che abbia al centro la questione morale”. È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“L’idea di escludere dalle liste elettorali gli indagati – afferma Lapenna – oltre ad essere pericolosa, è in aperto contrasto con il sacrosanto principio garantito nella nostra Costituzione, della presunzione di non colpevolezza. Non si può sic et simpliciter consentire la incandidabilità di un cittadino solo perchè raggiunto da un’ accusa che, successivamente, potrebbe risultare infondata, e di questi episodi la cronaca è colma. Tale decisione risulta pericolosa, perchè consentirebbe facili ed allarmanti condizionamenti nella formazione delle liste elettorali. Infatti – ricorda Lapenna – essere indagati significa semplicemente che il nome di un cittadino viene iscritto nel cosiddetto ‘registro degli indagati’ di una Procura della Repubblica che sta svolgendo indagini nei suoi confronti. Per essere indagato è, dunque, sufficiente subire una denuncia, a volte anche solo anonima. In altre occasioni anche l’eccesso di zelo di un magistrato può far sì che si diventi indagato per un fatto considerato che, invece, altri magistrati considerano del tutto irrilevante. In tal modo, in politica diventerebbe molto facile eliminare, ingiustamente, un aspirante candidato. Infatti – continua Lapenna – basterebbe un semplice esposto, anche se infondato, presentato alla Procura nel periodo precedente la formazione delle liste. E poi, è allarmante pensare che debbano essere i pubblici ministeri a stabilire chi possa essere candidabile e chi no. La cronaca giudiziaria ci insegna che essi sbagliano molto più di quanto non si possa immaginare”.

“Discorso diverso – sottolinea Lapenna – è dare un messaggio chiaro alla gente che esige dalla politica moralità ed efficienza. La prima è molto più ampia della legalità, poichè abbraccia anche comportamenti che, pur non costituendo reato, i cittadini sentono contrari alla propria etica e alla moralità. Non lasciamoci trascinare da riduttivi e pericolosi giustizialismi di circostanza, soprattutto da chi si ritiene portatore di tutti i valori e dei principi di moralità se poi – conclude Lapenna – essi stessi non applicano tali richiami, visto che le ultime liste dei candidati dell’Idv pullulano di indagati”.

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