Pubblicato da: sergiolapenna | 15 aprile 2009

LAPENNA: GRAVE LA SITUAZIONE NELLE CARCERI DELLA BASILICATA

“L’ennesimo episodio di aggressione verificatosi presso la Casa circondariale di Potenza, istituto caratterizzato da un grave sovraffollamento, a fronte di una capienza di 150 detenuti ve ne sono attualmente circa 250, di cui si è reso protagonista un detenuto extracomunitario che ha colpito ripetutamente con pugni e calci il personale della Polizia penitenziaria, mette in evidenza le gravi problematiche dell’istituto di pena”. È quanto dichiara il consigliere del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Che le carceri italiane scoppiano – afferma Lapenna – è un dato già conosciuto, quello che forse pochi sanno è che anche nelle carceri della Basilicata si registra una fase di emergenza. In base ai dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, nel carcere di Melfi, anche se non si registra un problema di sovraffollamento, poiché a fronte di una capienza tollerabile di 245 detenuti, ce ne sono attualmente 216, la situazione è preoccupante, poiché la struttura è stata realizzata per l’accettazione di persone detenute per criminalità comune, con livelli di custodia attenuata e, invece, l’amministrazione penitenziaria sta assegnando all’istituto di pena melfitano persone con elevata pericolosità criminale, con oltre un centinaio di detenuti. A Potenza la situazione non è migliore – aggiunge Lapenna – con un considerevole sovraffollamento, che vede, in particolare, molti detenuti extracomunitari di etnie diverse, elemento questo, all’origine di quotidiani scontri e risse”.

“Inoltre – continua Lapenna – si tratta di un vecchio carcere, in un rione ormai quasi al centro della città, che richiede continui lavori di ristrutturazione. Altro problema fondamentale è la carenza di organico che determina il ricorso all’attività straordinaria estremamente pesante per il personale, come inaccettabili sono i carichi di lavoro individuali, considerati i numerosi compiti che oggi il corpo di Polizia penitenziaria è chiamato a svolgere. Tutto ciò determina il fatto che l’ordine e la sicurezza nella Casa circondariale di Potenza rappresentano una situazione al limite costante di allarme”.

“Fino a quando – conclude Lapenna – esiste il sovraffollamento della popolazione detenuta non è possibile applicare il principio secondo cui la pena è rivolta alla rieducazione, principio che con questi numeri non è possibile attuare, anzi la mancanza di spazi determina condizioni di ulteriore degrado e disagio. Anche questo è alla base dell’aumento delle aggressioni al personale, delle risse, dei tentati suicidi e, soprattutto, degli atti di autolesionismo e, chi paga le maggiori conseguenze, è sempre il personale di Polizia penitenziaria, costretto ad operare in un clima di grave disagio”.

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