Pubblicato da: sergiolapenna | 21 aprile 2009

LAPENNA: TORNA IL RAPPORTO DISTORTO TRA GIUSTIZIA E POLITICA

“Abbiamo appreso ieri da un giornale locale che quattro consiglieri regionali risulterebbero indagati nell’ambito di un procedimento aperto presso la Procura della Repubblica di Potenza per le indennità che spettano secondo l’articolo 8, comma 5, legge regionale n. 38 del 2002”. È quanto dichiara il consigliere del gruppo regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Nell’articolo – continua – viene riportato che, alcuni consiglieri ricevono il rimborso spese poiché risulterebbero residenti in centri della provincia di Potenza, quando in realtà vivono nel capoluogo. Mi preme prima di tutto precisare – sottolinea Lapenna – che la norma di legge richiamata recita testualmente che ‘il rimborso spese di cui al comma 1, lettera c), spetta ai Consiglieri non residenti nel capoluogo di Regione’ non prevedendo il criterio del domicilio, né quello della dimora, ma soltanto quello della residenza anagrafica. Ma, al di là dell’interpretazione della norma, c’è da chiedersi prima di tutto se i consiglieri che risultano indagati erano a conoscenza del procedimento in corso prima delle indiscrezioni giornalistiche. Perché se così non fosse – aggiunge il consigliere – si assisterebbe, ancora una volta, alla pubblicazione di notizie riservate prima che i diretti interessati ne abbiano avuto formale conoscenza, violando il segreto istruttorio che protegge l’attività giudiziaria e, al tempo stesso, l’interesse del cittadino inquisito all’accertamento della verità che deve essere sancito da una sentenza definitiva, prima della quale la presunzione di innocenza deve accompagnare ogni indagato. Anche sul concetto di indagato è pacifico il diritto che, essere indagato, non vuol dire essere colpevole. Le esigenze di segretezza e il correlato divieto di pubblicità delle attività investigative e processuali si fondano su valori meritevoli di tutela quali la speditezza ed efficienza delle indagini, la presunzione di non colpevolezza dell’accusato, la corretta formazione del convincimento del giudice. Le regole di giustizia prevedono che per ogni notizia criminis vi è il dovere di indagare per accertare la verità garantendo a chi è coinvolto nell’inchiesta giudiziaria la possibilità di difendersi fin dalle prime battute e con il giusto riserbo della fase istruttoria, ma, ahimè, spesso l’indagato è costretto a difendersi a mezzo stampa non certamente per suo volere”.

“Ma continuiamo ad assistere – afferma Lapenna – all’alterazione delle dinamiche che dovrebbero governare le indagini giudiziarie a carico di persone la cui rettitudine e dignità è da tutelare fino a prova del contrario. È d’uopo chiedersi se l’Ufficio di Presidenza ha verificato o intenda verificare, attraverso i propri uffici, la presenza di eventuali irregolarità e se l’indagine amministrativa dovesse confermare la presenza di anomalie non possiamo non chiedere ai consiglieri interessati di adottare tutte le misure necessarie. Così come, al contrario, se nessuna violazione è stata commessa allora c’è da chiedersi che atteggiamento deve avere l’istituzione Regione. Ma la nota più stonata di questa vicenda – dice Lapenna – è la tempistica della pubblicazione della notizia. Il diritto di cronaca va garantito. Ma, appare del tutto singolare che ciò avvenga in piena campagna elettorale. Forse i responsabili della divulgazione di notizie coperte dal segreto istruttorio hanno come fine la delegittimazione di alcuni rappresentanti di questa istituzione o di tutta l’istituzione? Forse si vuole avvantaggiare qualche forza politica? Se così fosse c’è da spaventarsi perché, non solo e non tanto, viene dimostrato per tabulas che le regole (segreto istruttorio, privacy, ecc.) sono state ancora una volta stravolte ma, soprattutto, c’è da chiedersi – secondo Lapenna – come è possibile che alcuni spezzoni di rappresentanza dei poteri dello Stato, nell’ambito del circuito politico – mediatico – giudiziario paragonabile ad un circo, pongano in essere in maniera continuata tali atteggiamenti?”.

“Occorre domandarsi, allora, se è eticamente e politicamente corretto l’atteggiamento di questo Consesso regionale nella sua interezza di non promuovere azioni politico – istituzionali nell’ambito delle proprie competenze. E’ ciò non certo per garantire nessuno – conclude Lapenna – ma per garantire che la vita politica di questa regione non venga inquinata da fattori esterni a questa Assise, l’unica che rappresenta democraticamente l’intero popolo lucano”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: