Pubblicato da: sergiolapenna | 30 aprile 2009

RETE ONCOLOGICA, LAPENNA (FI-PDL) SU AUDIZIONI IV CCP

“Gli ultimi dati dell’Istituto Tumori di Milano e dei Registri regionali dei tumori rilevano che l’incidenza dei tumori tra i lucani è superiore a quella che si registra nel resto d’Italia. Anche nelle regioni del Nord, dove sono localizzate le aree maggiormente industrializzate, l’incidenza di tali malattie negli ultimi anni è minore”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) in merito all’audizione, avvenuta oggi in quarta Commissione, dei direttori generali delle Aziende sanitarie di Potenza e Matera, dell’Azienda ospedaliera S. Carlo e dell’Irccs di Rionero, che si sono soffermati “sulla necessità di una più capillare organizzazione della rete oncologica regionale – riferisce Lapenna – sul nuovo ruolo e sulle funzioni che le singole strutture aziendali sono chiamate a svolgere anche alla luce della riorganizzazione del Servizio sanitario regionale”.

”Tra gli anni ottanta e novanta – afferma Lapenna, che è anche vicepresidente della quarta Commissione – i tumori sono stati una delle cause principali di morte, soprattutto al Nord, dopo c’è stato un decremento, ma la Basilicata, invece, è in controtendenza. Di qui la necessità di creare un centro unico di riferimento per coordinare una rete regionale per la prevenzione e la cura di tale malattia. L’Ospedale di Rionero, divenuto centro di ricerca, deve rappresentare un punto di riferimento non solo per tutta la Basilicata ma per un’area vasta del Mezzogiorno. L’oncologica in Basilicata deve essere rafforzata sia in termini di prevenzione sia in termini di assistenza, ricovero e cura di alta specialità, a cui affiancare una fondamentale attività di ricerca”.

“L’obiettivo principale – afferma ancora Lapenna – deve essere quello di assicurare alla persona malata e alla sua famiglia una migliore qualità di vita durante tutte le fasi delle cure e dell’assistenza, valorizzando gli interventi territoriali alla pari di quelli ospedalieri. Tutto ciò può avvenire attraverso il superamento di inutili campanilismi e attraverso il miglioramento dell’organizzazione dell’offerta di servizi distribuita in maniera capillare sul territorio. Il paziente deve essere preso in carico e indirizzato verso un percorso di assistenza con la partecipazione di tutte le strutture ospedaliere coinvolte nel processo di cura, assistenza e riabilitazione, nonché dai servizi di prevenzione, dunque accompagnare e indirizzare il cittadino in tutte le fasi del percorso di cura”.

“È necessario – conclude Lapenna – creare all’interno delle strutture ospedaliere esistenti delle alte professionalità, delle alte specialità, evitando le duplicazioni o le rivalità tra le stesse aree ed offrendo, al contempo, un servizio ben distribuito, in un territorio con le caratteristiche orografiche come il nostro, onde evitare ulteriori disagi ai malati”.

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