Pubblicato da: sergiolapenna | 7 maggio 2009

RAPPORTO ECOMAFIA 2009 LEGAMBIENTE, INTERROGAZIONE LAPENNA

 Il consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna, ha presentato una interrogazione al Presidente della Giunta in merito al rapporto Ecomafia 2009 reso noto da Legambiente.

“I dati ultimi, impressionanti, diffusi dal rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente – dice in premessa Lapenna – descrivono un’Italia deturpata da una mole di eco-reati accertati, la metà dei quali si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia), il resto è distribuito ‘democraticamente’ su tutto il territorio nazionale. La Basilicata – aggiunge Lapenna – nella classifica generale delle illegalità ambientali, sale all’undicesimo posto (tredicesimo nel 2007) con una percentuale di incremento del 3,2 per cento sul totale nazionale delle infrazioni”.

“In Basilicata – specifica Lapenna – i reati connessi al ciclo dei rifiuti sono in aumento, in particolare, le vicende di ‘Pane e vino’ a Tursi, delle discariche di Atella e di Matera, oltre alla scoperta dei rifiuti pericolosi nell’area industriale di Tito, contribuiscono ad aumentare pericolosamente i reati connessi al ciclo dei rifiuti.
Ma, al di là delle infrazioni accertate, anche in Basilicata si registra una pericolosa pressione da parte della criminalità organizzata, autoctona e non, con una accresciuta capacità organizzativa. In aumento – afferma Lapenna – sono anche le costruzioni completamente abusive. Se consideriamo il valore assoluto, sul totale nazionale delle particelle irregolari, alla città di Potenza spetta il decimo posto nazionale, il terzo, se riferito al numero degli abitanti. Altro fenomeno di rilievo è quello degli incendi dolosi e colposi. In questa classifica la Basilicata sale al settimo posto in classifica con un numero di infrazioni accertate con una percentuale del 6,2 per cento”.

“È importante – secondo Lapenna – intervenire, per quanto di competenza, su più fronti per attivare una serie di misure preventive e non solo repressive verso i reati ambientali. E’ auspicabile, pertanto – conclude – conoscere le iniziative poste in essere o preventivate per contrastare la diffusione degli eco-reati nella nostra regione, evidentemente, anche con il supporto indispensabile degli altri organi preposti”.

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