Pubblicato da: sergiolapenna | 23 luglio 2009

LAPENNA (FI-PDL) SU GESTIONE FINANZIARIA DELL’ARDSU

Secondo quanto stabilito nella legge istitutiva dell’Ardsu, l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio ha come scopo istituzionale quello “di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono agli studenti capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, nonché favorire l’accesso, la frequenza e la regolarità degli studi per la generalità degli studenti”. Ma per il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi- Pdl) “dalle parole ai fatti esiste un abisso incolmabile”.
“L’Ardsu – afferma l’esponente del Pdl – esiste grazie ai trasferimenti della Regione, ma i ritardi della politica e la lentezza della burocrazia, che sono all’ordine del giorno, si ripercuotono direttamente sugli studenti. In una Regione dove vanno di moda i commissariamenti degli Enti, evidentemente vi è un problema serio di gestione degli stessi, poiché con l’ordinaria amministrazione non si riesce ad amministrarli regolarmente. Tutto ciò comporta, secondo quanto denunciato da alcuni rappresentanti dell’Ente stesso, un bilancio scarno, privo di obiettivi e punti di innovazione, senza offrire un valido supporto per sostenere in maniera concreta ed ottimale il percorso di studi. Ma nonostante ciò le spese sono elevate. L’ Ardsu gestisce alcune strutture nella città di Potenza per ospitare gli studenti universitari. Da un’indagine è emerso che per un posto letto nelle residenze studentesche di Potenza, il costo arriva a sfiorare anche i 900 euro, una cifra totalmente fuori mercato. A fronte degli alti costi – sottolinea Lapenna- i servizi offerti sono del tutto scadenti. Infatti, a breve, la struttura in Via Filzi, verrà chiusa per gravi carenze infrastrutturali e per la presenza di carenze igienico sanitarie, poiché la struttura risulta infestata dai topi. Inoltre, la sede dell’Ardsu, precisamente quella in via della Pineta (ex sede Rai), a fronte dei 128 mila euro di affitto annui, non ha mai ospitato alcuno studente, ma funziona solo come punto informazioni”.
“La Regione – conclude Lapenna – sta gravemente trascurando una delle principali priorità, quella di investire sullo studio, poiché manca una efficiente gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, una capacità di organizzazione delle risorse umane e strumentali e una seria attività di programmazione, al fine di conseguire gli obiettivi aziendali e di assicurare la funzionalità, l’economicità e la rispondenza dell’azione tecnico-amministrativa dell’Azienda. Tutto ciò determina delle gravi conseguenze sulla gestione dell’Ente che non è in grado di risolvere nei tempi necessari le proprie competenze e che non garantisce in alcun modo il diritto allo studio”.

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