Pubblicato da: sergiolapenna | 14 agosto 2009

LAPENNA IN VISITA ALLA CASA CIRCONDARIALE DI POTENZA

Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl), in occasione del Ferragosto, notoriamente giornata simbolo delle vacanze per gli italiani, ha deciso, ripetendo un’iniziativa consolidata negli anni, di visitare la casa circondariale di Potenza.
“Tale visita – spiega Lapenna – ha lo scopo di verificare innanzitutto le condizioni di vita intramurarie e di analizzare la situazione del Corpo di Polizia Penitenziaria al fine di verificare se la pianta organica viene attuata per intero ed se le condizioni contrattuali vengono rispettate. E’ noto a tutti, infatti, che il limite regolamentare dei detenuti che possono essere ospitati nelle case circondariali della regione è pari a 439, mentre quello tollerabile è di 671. Pertanto, è indispensabile verificare attualmente quanti detenuti si trovano attualmente nelle case circondariali lucane per proporre iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica affinché il detenuto abbia la possibilità di esprimere la dignità dell’uomo e non di vedersi cancellato prima come uomo e poi come cittadino. E’ importante, poi, solidarizzare con gli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria che svolgono un lavoro essenziale in condizioni a volte difficili all’interno delle case circondariali lucane. La casa circondariale di Potenza da anni ha nel suo direttore una persona capace ed intelligente tanto che sono state realizzate diverse iniziative formative che hanno portato alcuni detenuti, in particolare quelli giovani, ad imparare ad esempio l’utilizzo di un computer, in modo tale che una volta sofferto il periodo di detenzione, possano reinserirsi più agevolmente nella società”.
Infine, Lapenna plaude “alle iniziative lodevoli del Governo centrale di costruire nuovi penitenziari”, però si chiede se “sia umanamente prima e, giuridicamente dopo, giusto che in un patrimonio edilizio carcerario destinato a circa 43 mila e 300 detenuti debbano essere ospitati attualmente circa 63 mila e 500 persone di cui circa la metà in attesa ancora di un giudizio definitivo che ne chiarisca la posizione di colpevole o innocente”.

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