Pubblicato da: sergiolapenna | 24 novembre 2009

Ma la cittadinanza è davvero solidale?

Questo è l’interrogativo del Vice presidente della IV Commissione “Politica Sociale”, il quale sottolinea di non voler fare polemiche inutili di fronte a problemi così seri, infatti, base ai dati forniti dall’Istat sul dato della povertà,  la Basilicata ha una delle percentuali più alte, pari al 28%. Il consigliere definisce allarmanti tali dati, dunque  è necessario nonché prioritario, a parere di Lapenna, prendere delle iniziative in tale senso ma adottando strumenti giusti, equi e soprattutto efficaci. Infatti, il bando della cosiddetta cittadinanza solidale, così come è stato concepito, è solo un palliativo, un rimedio apparente per chi ha la reale necessità di uscire da una situazione di disagio. Le incongruenze di tale normativa sono tante per non dimenticare poi che l’eventuale contributo, quando finalmente sarà elargito alle famiglie bisognose, è davvero irrisorio. È di ieri la dura critica anche del Cestrim, l’associazione lucana che combatte in prima linea l’usura, strettamente legata ai problemi del disagio e della povertà , dove Don Gavazzeni ha definito la cittadinanza solidale come un esempio di “mediocre operazione da socialismo reale”. Il consigliere Lapenna, condividendo in pieno tale definizione aggiunge che nella nostra regione vige il principio del “panem et circenses” ossia il pane è di pochi, perché i grandi appalti e le succulente consulenze sono prerogativa di pochi,  accuratamente selezionati, mentre gli spiccioli vengono divisi tra la collettività.

Oltretutto dalle cronache giornalistiche emerge che tale iniziativa non ha riscosso il successo sperato,  poi bisognerà vedere- commenta Lapenna- chi avrà veramente diritto a tale contributo. La cosa sorprendente del bando è che il contributo è riservato solo a chi nel 2004 si trovava in una situazione di disagio, per cui dov’è la solidarietà quando già si fa una selezione tra chi ha diritto e chi no, in base a quali criteri viene stabilito?

Conclude Lapenna che tale bando è l’ennesimo atto di quella politica assistenzialista, ma soprattutto propagandistica per accaparrarsi il maggior numero di voti nelle prossime campagne elettorali.

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