Pubblicato da: sergiolapenna | 25 novembre 2009

25 Novembre 2009:LAPENNA SU CASA CIRCONDARIALE DI POTENZA

“Nella visita odierna presso la Casa circondariale di Potenza, ho potuto constatare ancora una volta le criticità e le difficoltà quotidiane che vivono i detenuti e gli agenti penitenziari a causa del sovraffollamento, ma anche la organizzazione efficiente ed il senso umanitario  del personale che vi lavora. È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.  Partiamo da alcuni dati.  Il numero nella media dei detenuti è pari a 265, con una capienza 169 (regolamentare), 228 (tollerabile). Attualmente sono presenti  270 detenuti di cui molti sono stranieri. Il sovraffollamento è determinato dai continui trasferimenti dei detenuti dalle regioni limitrofe, altrimenti la casa circondariale sarebbe sufficiente ad ospitare la criminalità locale. La struttura del carcere è del 1957. L’istituto necessita di interventi di ristrutturazione importanti, ma i fondi si attendono ormai da diverso tempo. I lavori dovrebbero interessare tutte le parti della struttura, dal tetto ai corridoi, agli spazi di passaggio. Nelle condizioni attuali di sovraffollamento è  stato possibile realizzare solo piccole ristrutturazioni d’emergenza. Ma particolarmente difficile, considerata l’età della struttura, è la messa a norma secondo le indicazioni del Regolamento dell’amministrazione penitenziaria del 2000.

Le celle sono singole o quadruple (di 12mq e di 18 mq). La media di celle singole, che nella visita precedente era del 40%, si è ridotta drasticamente a causa sovraffollamento e negli ultimi tempi la capienza delle celle non viene rispettata. A tutto ciò si accompagna una costante carenza di organico del personale, soprattutto della polizia penitenziaria che determina il ricorso all’attività straordinaria estremamente pesante per il personale, così come inaccettabili sono i carichi di lavoro individuali, considerati i numerosi compiti che oggi il corpo di Polizia penitenziaria è chiamato a svolgere. La pianta organica è carente in relazione alla popolazione detenuta soprattutto nella sezione femminile.

È opportuno – conclude Lapenna – intervenire presso il Ministero per sollecitare l’attenzione verso le problematiche del carcere di Potenza.

POTENZA, 25/11/2009

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