Pubblicato da: sergiolapenna | 26 novembre 2009

LAPENNA : SUBITO LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI

Alla luce del drammatico sisma accaduto in Abruzzo molti di noi si interrogano sulla sicurezza degli edifici nel nostro territorio, anch’esso altamente sismico e se sia stata avviata una opera di prevenzione”. È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Nel 1999 – riferisce Lapenna – era stato redatto un dossier dell’allora capo della protezione civile, Franco Barberi, che aveva censito la vulnerabilità degli edifici pubblici strategici e speciali in zone a rischio. Una mole di informazioni con migliaia di schede su tutti gli edifici a rischio. Si parlava nel dossier ,oltre che della Campania, della Calabria, del Molise, della Puglia, della Sicilia e dell’Abruzzo, anche della Basilicata.
Per la verità, nello scorso gennaio, in seno alla Quinta Commissione consiliare permanente ‘Verifica, controllo, monitoraggio’ c’è stata l’audizione dell’assessore. Innocenzo Lo guercio. sulla situazione dell’edilizia scolastica e sullo stato dei programmi relativi all’adeguamento e alla messa in sicurezza delle scuole. La Regione – continua Lapenna – ha stilato una mappatura degli edifici pubblici ivi compresi quelli scolastici. In particolare, per ciò che concerne la sicurezza del patrimonio scolastico regionale, la Regione ha in itinere un piano di programmazione triennale per la realizzazione di lavori di adeguamento e miglioramento sismico degli edifici scolastici”.

“L’amministrazione provinciale di Potenza – afferma Lapenna – dopo l’evento sismico verificatosi nel Molise, ha anche attivato una convenzione con l’Università degli Studi della Basilicata al fine di monitorare la vulnerabilità degli edifici scolastici. Alcuni interventi sono stati avviati, ma una gran parte è ancora nella fase istruttoria. Da ciò emerge che oltre il 50 per cento delle scuole è sicuro. Di contro, però, vi è un 20 per cento di edifici cosiddetti ad alta vulnerabilità ed un altro 20 per cento che deve essere messo in sicurezza. Solo in pochi casi si è verificata l’assoluta vulnerabilità delle strutture che ha richiesto la chiusura degli edifici stessi. Nel complesso – aggiunge Lapenna – non possiamo parlare di una situazione rassicurante visto che una grossa parte degli edifici scolastici è a rischio. Da qui la necessità di un impegno più celere da parte delle Istituzioni e dei Comuni che si devono adoperare in tempo utile per la messa in sicurezza delle scuole, visto che i fondi ci sono, in gran parte provenienti dai Por e dalla legge 219. Oggi – conclude Lapenna – è indispensabile, considerata l’alta sismicità del nostro territorio, porre in essere una seria politica di prevenzione, di programmazione e di interventi onde evitare che ci siano centinaia di morti quando si verificano eventi drammatici come un terremoto”.

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