Pubblicato da: sergiolapenna | 26 novembre 2009

PATTO CON I GIOVANI

Il Vice presidente della IV Commissione consiliare permanente “Politica Sociale”, Sergio Lapenna, esprime forti critiche sull’ultima trovata della Giunta regionale di Basilicata, ossia il Patto con i giovani. Il fenomeno della migrazione intellettuale, tipico della nostra regione, -come riportato all’interno del patto- – favorisce una situazione di sradicamento culturale e familiare dei giovani, inducendoli a non rientrare più, al termine dei loro studi, nella terra d’origine. L’atra peculiarità presente nel nostro territorio- continua Lapenna- è che vi è una scarsa capacità di assorbimento dei giovani ad elevato profilo educativo e formativo; solo il 2,2% delle assunzioni è incentrato su laureati, quindi su figure qualificate. Orbene tale patto è un atto unilaterale della Giunta regionale, privo di alcun confronto  con  le parti sociali e con gli altri soggetti maggiormente rappresentativi. Infatti, non è stato discusso né nella Commissione consiliare competente né è stato approvato in seno al Consiglio regionale. A tal proposito l’esponente di F.I. ha presentato un’interrogazione.

“Da una prima lettura- sostiene Lapenna-  sembra di leggere un saggio sulle problematiche giovanili-  che ha poco a che fare con la dura realtà con cui ci confrontiamo oggi in Basilicata. È importante sicuramente recepire le istanze e le esigenze dei giovani- a parere di Lapenna-  il cuore del patto doveva essere costituito da strumenti e politiche volte a creare una reale occupazione per i giovani laureati al fine di arginare il fenomeno della migrazione intellettuale. Invece,   il patto si presenta assolutamente frammentato, generico, impreciso ed astratto. Si punta ancora una volta alla formazione , che oramai i risultati sono sotto gli occhi di tutti, non produce grossi numeri in termini di occupabilità a fronte delle enormi risorse utilizzate. Si investe sulla creatività e non sulla occupabilità. A fronte degli 81 milioni di euro previsti complessivamente per tal e misura, solo 3milioni e 400 mila saranno destinati a  trasformare i contratti di lavoro in contratti a tempo indeterminato. Dunque mancano delle serie politiche del lavoro, degli strumenti concreti finalizzati all’occupabilità e quello che manca del tutto sono i numeri in termini di previsione di occupazione, le statistiche quanti saranno i giovani che usufruiranno di tali misure. Tale strumento- conclude Lapenna- si traduce nell’ ennesimo annuncio retorico che però non ha nessun collante con la nostra realtà territoriale locale. A questo punto- si chiede Lapenna- visto che il governo regionale continua in questa politica assistenzialista, non sarebbe meglio suddividere  tali ingenti risorse tra i vari giovani della nostra Basilicata, visto che sono e saranno sempre di meno, cosi’ gli garantiamo una rendita sicura per il loro futuro!?.

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