Pubblicato da: sergiolapenna | 30 novembre 2009

04 Febbraio 2009 – INTERROGAZIONE LAPENNA SU INCIDENTE CENTRO OLII DI VIGGIANO

(ACR) – Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale in merito all’ultimo incidente verificatosi nel Centro Olii di Viggiano.

“A distanza di poco tempo dall’ultimo increscioso episodio – sostiene Lapenna – l’ennesimo incidente ha causato un forte boato con delle vibrazioni, sprigionando fiammate di oltre venti metri e fumo nero, ed allertando, in tal modo, intere famiglie. L’Eni ha minimizzato l’accaduto sostenendo che si è trattato di una normale attività del processo di raffinazione del greggio. Ma la Regione Basilicata – sottolinea Lapenna – da oltre dieci anni è inadempiente per quanto riguarda l’attività di monitoraggio delle emissioni inquinanti dei pozzi petroliferi. Infatti, il Protocollo di intesa sottoscritto con l’Eni nel 1998, prevedeva la costituzione di un Osservatorio ambientale e di un sistema di monitoraggio, ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Inoltre – aggiunge Lapenna – la Regione ha disatteso parzialmente anche le prescrizioni ambientali indicate nel Decreto di Valutazione impatto ambientale, rilasciato dal Ministero dell’Ambiente nel 1999, in particolare, la parte concernente il monitoraggio di tutti i parametri inquinanti e le modalità di rilevazione”.

“L’estrazione del greggio – ricorda Lapenna – è un’attività ritenuta ad alta pericolosità per l’ambiente e la salute che, insieme con la totale assenza di un controllo sistematico da parte della Regione e alla mancanza di informazioni sugli effetti dell’attività estrattiva, genera allarme nella comunità locale”.

Il consigliere Lapenna ha chiesto di conoscere, in primo luogo, “quale sistema di monitoraggio ambientale è stato attuato fino ad oggi dalla Regione Basilicata nell’area della Val d’Agri e quali sono gli esiti dello stesso”. Il consigliere ha chiesto, altresì, di conoscere “quali sono le azioni urgenti che la Regione intende attuare per monitorare l’attività estrattiva, indicando con chiarezza gli strumenti per applicare le prescrizioni della normativa nazionale e gli accordi sottoscritti con l’Eni, al fine di garantire standard di sicurezza ai lavoratori e ai cittadini”. Lapenna, infine, ha chiesto di sapere “quali misure la Regione intende adottare per garantire il diritto di informazione sugli elementi inquinanti e sullo stato di salute dei territori interessati dalle attività estrattive”.

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