Pubblicato da: sergiolapenna | 2 dicembre 2009

02 Dicembre 2009 – V CCP, LAPENNA: AUDIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE POLITICHE REGIONALI PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

“Nella seduta di ieri della Quinta Commissione consiliare permanente ‘Verifica, controllo, monitoraggio’, tra i punti all’ordine del giorno, vi è stata l’audizione del Presidente della Provincia di Potenza e del Sindaco del capoluogo sullo stato di attuazione delle politiche regionali per lo smaltimento dei rifiuti. È quanto riferisce il presidente dell’organismo, Sergio Lapenna.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti nella nostra regione è molto serio così come è emerso dall’audizione del Presidente della Provincia, Piero Lacorazza, vi è stata una errata programmazione nel Piano provinciale del 2002 rimasto in gran parte inattuato , poiché non ha raggiunto molti degli obiettivi prefissati, in particolare la messa in funzione dell’inceneritore di Potenza, la attivazione di centri di preselezione e di biostabilizzazione per le discariche di Moliterno e Lauria, mentre l’80 per cento dei rifiuti continua a confluire in discarica senza essere trattato, comportando la rapida saturazione delle stesse, ecco perché la situazione attuale presenta delle oggettive difficoltà.

Oggi esiste quindi un problema per le discariche, quasi sature, che si cerca di ampliare, ma è solo una soluzione tampone, nel contempo la raccolta differenziata rimane ferma a percentuali irrisorie anche perché non si è mai intervenuti con una serie di campagne di sensibilizzazione dei cittadini e, infine, vi è una totale assenza degli impianti innovativi per lo smaltimento. Inoltre – aggiunge Lapenna – localizzare nuove discariche o ampliare quelle già esistenti in territori ad alto rischio ambientale, come la Val D’agri, significa fare delle scelte fortemente penalizzanti per una parte della popolazione.

Altra problematicità esiste nella città di Potenza – secondo quanto ha riferito il sindaco Santarsiero – con la saturazione della discarica di Pallareta e la vecchia questione dell’inceneritore mai entrato in funzione. Oggi per mettere in funzione l’impianto occorrono altri 600 mila euro. Ma – sottolinea Lapenna- bisogna chiedersi se ciò rappresenta una scelta oculata visto che l’ impianto sembra sia obsoleto, poiché progettato tanti anni fa e superato da altri più innovativi ed efficienti. Tutto ciò – a parere di Lapenna – è il risultato di una mancata attività di programmazione da parte della Regione, che ha trascurato la gravità del problema lasciando al caso la soluzione di molti problemi importanti. Esistono dunque gravi responsabilità da parte del Dipartimento competente che è in ritardo su tutto, ad iniziare da una mancata attività di pianificazione per finire, poi, con i tempi lunghi per le autorizzazioni o i dinieghi delle autorizzazioni stesse. È necessario  – conclude Lapenna – intervenire tempestivamente poiché siamo di fronte ad una situazione al limite del collasso se non si mettono in campo una serie di azioni concrete, rapide ed efficaci.

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