Pubblicato da: sergiolapenna | 2 dicembre 2009

10 Marzo 2009 – LAPENNA: NECESSARIA L’ASSISTENZA PER MALATI STATO VEGETATIVO

 (ACR) – Il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi-Pdl) ha chiesto la convocazione, in Quarta commissione, della Direzione sanitaria del Don Uva in merito all’ipotesi di creazione di una sezione dedicata all’assistenza dei malati in stato vegetativo (SV) e dei pazienti in stato di minima coscienza (SMC) presso il centro potentino.

“Alla luce dell’esperienza maturata dal Don Uva – dice Lapenna – e vista la difficoltà delle famiglie che assistono questo tipo di pazienti e considerando la presenza di una significativa domanda di accoglienza dei pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza sarebbe utile che il Don Uva si occupasse anche di questa tipologia di ammalati. Oggi, le persone affette da queste patologie hanno il dovere di ricevere una adeguata assistenza per aiutare le famiglie e per assicurare risposte efficaci ai problemi posti dall’incremento della cronicità e dalla necessità di convivere a lungo con la malattia. Fino ad oggi – afferma Lapenna – troppo poco è stato fatto per questa classe di pazienti e per i loro familiari e la situazione dei malati e delle loro famiglie è ancora lontana da un approccio sistematico e corretto. Ecco perché è necessario un ulteriore incremento dei servizi e del sistema di supporto al Servizio sanitario, servizi predisposti alla gestione di una malattia così complessa. Per la verità – aggiunge Lapenna – già oggi alcuni di questi pazienti vengono accolti presso il Don Uva, nonostante, vi sia una difficoltà oggettiva dovuta all’impossibilità di ricoverarli in una area apposita e nonostante il mancato riconoscimento di una idonea tariffa per questo tipo di prestazioni”.

“L’attivazione di questo tipo di struttura – sostiene il consigliere del Pdl – può dare accoglienza ai soggetti che attualmente si trovano presso le unità ospedaliere, rappresentando un notevole risparmio di risorse pubbliche, dando loro la giusta collocazione ai pazienti attualmente ospitati, con maggiori oneri, in strutture improprie. A questo punto sarebbe utile – secondo Lapenna – in seno alla Quarta Commissione verificare la possibilità di attuare questo progetto al fine di consentire una accoglienza permanente di questo tipo di pazienti, riconoscendo una prestazione interamente sanitaria, contenendo o escludendo ogni forma di compartecipazione da parte dell’utenza, poichè attualmente per i ricoveri presso il Don Uva, dopo i primi 90 giorni, la retta per l’ospitalità è molto elevata”.

“La proposta del Don Uva – conclude Lapenna – è in linea con le direttiva della Regione Basilicata per la definizione di un sistema integrato per l’erogazione dei servizi sanitari in favore di pazienti in stato vegetativo e dunque non esclude la possibilità che tale tipo di assistenza sia attivato anche presso le strutture private accreditate”.

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