Pubblicato da: sergiolapenna | 4 dicembre 2009

PRESENTATA L.R. DISCIPLINA ASSOCIAZIONI PROMOZIONE SOCIALE

Questa mattina, presso la sede del Consiglio regionale della Basilicata, è stata presentata, dal consigliere Sergio Lapenna (Fi-Pdl), la legge regionale sulla “Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale”. “La legge – ha specificato – scaturisce dall’unione dei testi normativi di due proposte di legge presentate dallo stesso consigliere e, in precedenza, da Maria Antezza, già presidente del Consiglio regionale, e dal consigliere Restaino (Pd)”.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti molti rappresentanti dell’associazionismo: Michele Prestera, presidente dell’ “Associazione – Centro studi Carlo Alianello”, Fernando Picerno, componente del CoGe, comitato di gestione del Fondo speciale per il volontariato, Paola Angelini, componente dell’Osservatorio regionale per il Volontariato, i presidenti delle Pro – Loco, rispettivamente di Avigliano e Pignola, Nicola Summa e Bruno Albano, Roberta Rosa, direttore tecnico e didattico dell’ “Associazione Forma mentis e Neapolis”, Anna Vitacca, componente della “Cooperativa Venere” e presidente dell’ Associazione Kalo’s”, Egidio Nobile dell’ “Associazione teatrale Amici di Laureanzana”.

Il consigliere regionale Sergio Lapenna, nel sottolineare che si è in presenza di una data importante per la Regione Basilicata che si è adeguata ad una Legge nazionale che fa il giusto distinguo tra associazionismo di promozione sociale, finora non riconosciuto ufficialmente e volontariato, ha espresso “la sua viva soddisfazione per un provvedimento legislativo, la legge regionale n. 40 del 13 novembre 2009, appunto, che è in perfetta sintonia, con l’attuazione della legge quadro n. 383 del 2000 in materia di associazionismo di promozione sociale. È giusto, anche, ricordare – ha affermato Lapenna – che la legge regionale n. 4 del 2007, legge sulla Cittadinanza solidale, ha già riconosciuto il ruolo e l’attività delle associazioni di promozione sociale, considerate tra i soggetti principali delle rete regionale integrata dei servizi di cittadinanza sociale. Ma – ha aggiunto – per dare alle associazioni un reale riconoscimento giuridico e per agevolarne lo sviluppo era necessaria l’emanazione di una legge di attuazione del dettato normativo nazionale. La Regione Basilicata era una delle poche a non essersi ancora adeguata alla legge quadro n. 383 del 2000. Di qui l’importanza della definizione precisa ed esaustiva delle associazioni di promozione sociale, sia quelle riconosciute che quelle non riconosciute, dei movimenti, gruppi e i loro coordinamenti o le federazioni costituiti, al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della dignità e della libertà degli associati”.

“La norma prevede, altresì – ha aggiunto il consigliere – l’istituzione del Registro regionale delle associazioni di promozione sociale, suddiviso in una sezione provinciale e in una sezione regionale e viene istituito, inoltre, l’Osservatorio regionale delle associazioni di promozione sociale che ha il compito di analizzare i bisogni del territorio e le priorità di intervento, di formulare proposte sulla programmazione regionale e di elaborare un rapporto triennale sull’andamento del fenomeno associativo. L’iscrizione nel Registro regionale è il presupposto fondamentale per usufruire dei finanziamenti. A livello nazionale, infatti, è istituito il Fondo dell’associazionismo di promozione sociale che viene ripartito, ovviamente, tra le Regioni che hanno già dato attuazione al dettato della legge 383 del 2000”.

“Le associazioni potranno, dunque – ha riferito Lapenna – usufruire dei finanziamenti e gli Enti locali avranno la possibilità di stipulare convenzioni con le realtà associative riconosciute a livello regionale, dietro presentazioni di appositi progetti. La legge – ha dichiarato il consigliere – è importante, non solo perché la Regione dà attuazione ad una normativa nazionale risalente ormai al 2000 ma, soprattutto, perché costituisce un riconoscimento ufficiale a tutto l’associazionismo presente sul territorio, nato spontaneamente per rispondere ai bisogni locali”.

“L’associazionismo ed il volontariato – ha sottolineato Lapenna – non sono, di certo, patrimonio di qualcuno o solo di qualche forza politica, bensì costituiscono patrimonio delle comunità. La promozione sociale, pertanto, non è di parte ed è bene sfatare quell’immaginario collettivo che, per troppo tempo, l’ha associata solo alla sinistra, e lo dimostra il fatto che la legge regionale, alla cui stesura ed approvazione hanno partecipato tutte le forze politiche è stata approvata con l’unanimità dei consensi in Consiglio regionale. Quello che ora diviene fondamentale – ha sostenuto Lapenna – è l’azione di pungolo che il mondo dell’associazionismo deve svolgere nei confronti dell’Assessorato regionale alla ‘Sicurezza sociale’ affinché istituisca materialmente, in tempi brevi, il registro delle associazioni. Si tratta, quindi – ha concluso Lapenna – di un impegno politico e sociale che deve dare il giusto impulso alla individuazione circostanziata di quelle associazioni che realmente lavorano sul territorio, evitando la massificazione dei contributi attraverso la applicazione e la verifica di criteri oggettivi per la scelta oculata di chi, effettivamente, opera nella direzione della promozione sociale”.

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