Pubblicato da: sergiolapenna | 28 dicembre 2009

Nuovi finanziamenti per le carceri

In occasione della partecipazione alla Santa Messa il giorno di Natale presso la Casa circondariale di Potenza, ho potuto constatare ancora una volta le difficoltà quotidiane che vivono i detenuti e gli agenti penitenziari a causa del sovraffollamento, ma anche l’impegno costante profuso in una situazione di criticità per mantenere un’organizzazione efficiente ed il senso umanitario del personale che vi lavora”. È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna.

“Come più volte ho ribadito – afferma Lapenna – anche il carcere di Potenza vive le difficoltà del sovraffollamento, dovuto principalmente ai continui trasferimenti dei detenuti dalle regioni limitrofe, altrimenti la casa circondariale sarebbe sufficiente per ospitare la criminalità locale. La struttura del carcere è del 1957. L’istituto necessita, quindi, di interventi di ristrutturazione importanti. Ebbene nella nuova manovra finanziaria del governo Berlusconi sono stati stanziati 500 milioni di euro per la costruzione di nuove carceri, ma anche per la ristrutturazione di quelle esistenti e,considerata l’età della struttura, è urgente la messa a norma secondo le indicazioni del Regolamento dell’amministrazione penitenziaria del 2000. Sono previste inoltre –aggiunge Lapenna – altre risorse per il personale vista anche la costante carenza di organico della Polizia penitenziaria che determina il ricorso all’attività straordinaria estremamente pesante per il personale, così come insostenibili sono divenuti i carichi di lavoro individuali, considerati i numerosi compiti che oggi il corpo di Polizia penitenziaria è chiamato a svolgere”.

L’intervento economico previsto dalla nuova finanziaria – conclude Lapenna – consentirà di intervenire presso il Ministero per sollecitare la giusta attenzione verso le problematiche del carcere di Potenza e non solo, e per garantire minime condizioni di umanità, poiché non dobbiamo mai dimenticare il sacrosanto principio riconosciuto dall’articolo 27 della Costituzione che fissa il principio di umanizzazione della pena e della rieducazione del condannato.

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