Pubblicato da: sergiolapenna | 7 gennaio 2010

PRECARI APOFIL. LAPENNA (PDL): AUDIZIONE IN IV COMMISSIONE

Il vicepresidente della IV Commissione consiliare permanente, “Politica Sociale”, Sergio Lapenna, riferisce che nella seduta odierna vi è stata l’audizione in Commissione dell’Assessore alla Formazione della Provincia di Potenza e dei segretari regionali della Cgil della Cisl e della Uil in merito alla situazione del personale precario dell’Apofil. All’esito dell’audizione è emerso il totale fallimento della legge regionale n. 33 del 2003 in materia di riordino del sistema formativo integrato. In particolare la legge ha previsto l’istituzione delle Agenzie provinciali per la formazione professionale, l’orientamento e l’impiego, come enti strumentali delle province di Potenza e Matera. La Regione – precisa Lapenna – avrebbe dovuto assicurare alle Province, mediante stanziamenti determinati annualmente in sede di approvazione del Bilancio, i trasferimenti delle risorse necessarie per il funzionamento delle Agenzie. Ma la Regione non assegna in tempo utile i fondi previsti o trasferisce solo le risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo, costringendo le Province a cospicue anticipazioni finanziarie per pagare il personale provinciale e quello assegnato agli Enti di formazione. In tal modo – aggiunge Lapenna – si utilizzano i fondi europei per pagare il personale. Questa consuetudine si protrae già da molti anni provocando gravi disagi, soprattutto per il personale precario che da lungo tempo presta la propria attività di docenza, di orientamento e anche di amministrazione, data la costante carenza strutturale di personale, conseguente ai limiti posti dalla legge regionale n.33 del 2003.

La Regione attualmente – precisa ancora Lapenna – non ha ancora trasferito l’annualità del 2009 per un importo di 11 milioni di euro, continuando, nonostante il dettato normativo, a monopolizzare le risorse e a tenere in ostaggio gli stessi lavoratori precari. La ratio della legge – conclude Lapenna – era quella di delegare l’attività formativa, per il tramite delle Province, alle Agenzie speciali, ma il ritardo perpetrato dalla Regione Basilicata nel trasferimento dei fondi necessari, blocca il sistema e non garantisce il funzionamento efficiente dell’attività formativa a discapito dei lavoratori che non vengono tutelati nella loro dignità e nei loro diritti.

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