Pubblicato da: sergiolapenna | 22 gennaio 2010

LAPENNA (FI-PDL): NO A MOBILITA’ SENZA REGOLE AL COMUNE DI POTENZA

Il rispetto dei principi di trasparenza e di imparzialità nella pubblica amministrazione, come  principi cardine a tutela dei cittadini,  deve essere garantito a tutti  senza alcuna eccezione. E’ il commento  del consigliere regionale  del gruppo di Forza Italia verso il Pdl, Sergio Lapenna , in merito ad alcuni provvedimenti emessi dal comune di Potenza. Infatti – afferma Lapenna –  il Comune ha attuato una serie di provvedimenti per la mobilità del personale interno, senza rispettare le norme fissate dal Regolamento che richiedono esplicitamente, nell’ipotesi di una riorganizzazione, ristrutturazione, potenziamento degli uffici,  il consenso   da parte del Dirigente responsabile. Orbene – continua il consigliere – così come denunciato dai sindacati, pare che il Comune di Potenza abbia approvato i provvedimenti di mobilità senza l’autorizzazione dei dirigenti e senza alcuna motivazione, in totale dispregio ai principi di trasparenza ed imparzialità, cui un’amministrazione dovrebbe sempre ispirarsi nel suo operato. 

Il Comune di Potenza, per la verità  – aggiunge Lapenna -non è nuovo a questo tipo di atteggiamenti tant’è che già nella scorsa legislatura è stato condannato dal Giudice del Lavoro, per comportamento antisindacale, poiché in una delibera approvata dalla Giunta comunale, in ordine al Modello organizzativo dell’Ente, non venivano rispettate le regole di procedura. In particolare,  non era stata prevista la concertazione con i sindacati, riconosciuta espressamente dalla normativa nazionale che stabilisce che in tutte le pubbliche amministrazioni l’organizzazione e la disciplina degli uffici o la variazione delle dotazioni organiche, devono essere determinate previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative.

Tale condotta rappresenta un fatto gravissimo, soprattutto perché riproduce un comportamento discutibile da parte dell’amministrazione comunale che continua ad ignorare le regole e si dimostra lesiva delle elementari norme democratiche.  Non si può che esprimere una dura condanna – conclude Lapenna – di  fronte ad episodi così sconsiderati, poichè il comune ha posto in essere una serie di atteggiamenti omissivi,  in dispregio a tutte le regole di democrazia,  segno evidente che la politica non deve mai essere considerata un affare privato, ma va condotta nel rispetto di tutte le regole improntate ai  principi di trasparenza e legalità.

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