Pubblicato da: sergiolapenna | 27 gennaio 2010

LAPENNA (PDL): CRITICITA’ DELLA RIFORMA SANITARIA

La legge sul riassetto organizzativo del servizio sanitario regionale ha fissato alcuni obiettivi da raggiungere, come organicità, equità ed efficienza, efficacia ed economicità nella predisposizione ed erogazione dei servizi. Quindi la Regione per assicurare il governo unitario del servizio sanitario regionale avrebbe dovuto attivare strumenti tecnici ed amministrativi idonei ad acconsentire il più adeguato esercizio delle funzioni di indirizzo, di programmazione, di assistenza e di monitoraggio delle attività, intervenendo sulla gestione finanziaria e patrimoniale, sulla innovazione tecnologia, sulla sicurezza degli ambienti e degli impianti, ed in particolare, sempre secondo il dettato legislativo doveva occuparsi dell’accreditamento delle strutture e della educazione continua degli operatori. Ma ad un anno di distanza dall’approvazione della legge si rivelano alcune inadempienze. È quanto dichiara il consigliere regionale Sergio Lapenna (Pdl). In particolare – riferisce Lapenna –  nella discussione  in merito alla mozione da me presentata sullo stato di attuazione della riforma sanitaria nel corso della seduta del Consiglio regionale di ieri, è emerso che  i distretti socio-sanitari non sono stati ancora attuati e il modello a rete del servizio sanitario regionale non è ancora attivato. La replica dell’assessore Potenza – dichiara Lapenna – non mi ha per niente rassicurato. Anzi lo stesso ha dichiarato, e non poteva fare diversamente, che alcuni ritardi vi sono, ma sono imputabili alla complessità della riforma stessa, come la mancata attuazione dei Distretti sanitari non ancora definiti poiché sono in attesa dell’approvazione della concomitante riforma sulle Comunità locali. Poi vi è il problema delle nomine ai vertici delle Asl più volte contestate. Sono questioni che la dicono lunga su come, nonostante i Consiglieri Regionali cercano di fare il loro lavoro nelle Commissioni competenti e dopo mesi di discussione, si arriva ad una determinazione tecnica, c’è l’assoluta inerzia da parte di chi dovrebbe provvedere. Tutto ciò comporta lo svilimento del lavoro e del ruolo del Consigliere Regionale.

L’assessore Antonio Potenza – conclude Lapenna –  ha parlato di una sanità efficiente e funzionale riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali. Invece, da quello che emerge dalle cronache quotidiane, vi sono alcune importanti criticità e responsabilità da parte dell’esecutivo regionale che ha parlato della riforma come fiore all’occhiello dell’efficienza e dell’economicità. Tutto ciò viene smentito dalla relazione della Ragioneria Generale dello Stato che rileva chiaramente alcune criticità sottolineando come la Basilicata, pur non essendo una regione ‘spendacciona’, non ha la capacità di tradurre il risparmio in efficienza. Il che, tradotto in parole povere, significa poca spesa e inefficiente.

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