Pubblicato da: sergiolapenna | 4 febbraio 2010

LAPENNA (FI-PDL). SU IMPUGNAZIONE LEGGE ELETTORALE

Pur essendo pienamente favorevole, sul piano politico, all’abolizione del listino regionale, che avrebbe comportato il ripristino del libero voto democratico degli elettori, ho subito prospettato in aula i rischi oggettivi sulla dubbia legittimità costituzionale della legge elettorale che è stata approvata in Consiglio un paio di settimane fa.  E’ quanto dichiara il consigliere regionale Sergio Lapenna (Fi – Pdl).

Il contributo che ho offerto all’Aula in sede di discussione della legge – afferma Lapenna – è stato soprattutto teso a sottolineare le incognite che tale operazione poteva  avere sulle imminenti elezioni regionali. Infatti oggi, durante la seduta del Consiglio dei Ministri è stato deciso di sollevare la questione di illegittimità costituzionale nei confronti della  legge regionale. I rilievi del Governo rimarcano le considerazioni fatte da me in aula.  La riforma costituzionale del 1999 – spiega Lapenna –  ha attribuito alle Regioni la competenza in materia elettorale, ma nel disegno del legislatore costituzionale la modalità di elezione dei Consigli regionali è strettamente legata alla definizione della nuova forma di governo. Gli organi regionali devono disciplinare in materia elettorale secondo i principi sanciti nello Statuto. Il Consiglio regionale della Basilicata – sostiene Lapenna – ha lasciato trascorrere invano due legislature senza metter mano a quella che doveva costituire la vera sfida dell’Assemblea elettiva regionale, cioè l’adozione del nuovo Statuto.

La Corte Costituzionale – aggiunge Lapenna – ha affermato che, fino all’adozione dei nuovi atti statutari, le Regioni potranno modificare solo gli aspetti di dettaglio o di completamento della normativa statale vigente. La modifica che si è introdotta con la nuova legge regionale, abolendo il listino, quindi riducendo la lista regionale al solo candidato Presidente, e assegnando la quota maggioritaria dei seggi del Consiglio regionale alle liste provinciali collegate, snatura il sistema vigente dell’elezione dei Consigli regionali, modificando il metodo di attribuzione dei seggi.

In buona sostanza – sottolinea il consigliere – così come ribadito dalla decisione del Governo, la legge regionale comporta una  modifica rilevante e non di semplice dettaglio, poiché ha una grande rilevanza nell’ambito degli equilibri politici regionali ed una modifica sostanziale nella presentazione delle liste e delle candidature.  È auspicabile – conclude Lapenna – assumere un atteggiamento di responsabilità da parte del Governo regionale per  salvaguardare l’imminente competizione elettorale e tutelare l’intero assetto istituzionale dell’ente Regione.

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