Pubblicato da: sergiolapenna | 19 febbraio 2010

LAPENNA I FONDI UE DEVONO ESSERE MIRATI

La frammentazione nell’uso dei fondi comunitari, gli aiuti a pioggia rischiano anche questa volta di non centrare l’obiettivo stabilito dalla Unione europea per il ciclo di programmazione dal 2007 al 2013, ossia modificare le condizioni del Mezzogiorno al fine di consentire una reale crescita e competitività. È quanto dichiara il consigliere regionale del Pdl, Sergio Lapenna. Il divario di competitività tra Nord e Sud che va sempre più ampliandosi, ha radici strutturali che non vengono in alcun modo superate. La scarsa efficacia nella politica di programmazione, gli  aiuti non mirati ma dispersi anche in progetti inutili, oltre alle lungaggini burocratiche influiscono pesantemente sulla nostra economica locale e sull’impresa. Oggi si rischia di ripetere gli stessi errori del ciclo  programmazione del sestennio 2000/2006, dove sono piovute tante risorse comunitarie, ma i risultati in termini di sviluppo sono stati scarsi. La nostra regione è al tracollo. Questo dato ci deve far riflettere, non è fondamentale – sottolinea Lapenna –  spendere tutte le risorse, anche perché in questo caso la Basilicata è una delle regioni virtuose, ma esse vanno mirate per consentire una crescita reale dell’economia. Si deve quindi ripensare ad una riprogrammazione delle risorse che non vanno polverizzate, ma devono essere finalizzate a sviluppare e supportare i settori trainanti della nostra economia. Indubbiamente – aggiunge Lapenna – occorre un maggiore investimento nella rete infrastrutturale, occorre individuare obiettivi specifici e svilupparli in maniera compiuta. Oggi, dunque, assistiamo ad una situazione al limite del paradosso poiché la Basilicata se batte perfino la Lombardia per l’impegno e i pagamenti delle risorse del Fondo sociale europeo, quando si parla di Pil e di ricchezza pro capite, il divario è incolmabile e la nostra regione si  colloca tra quelle più povere. Non bisogna – conclude Lapenna –  confondere i dati di efficienza della spesa con quelli dell’efficacia, infatti assistiamo oggi ad una grave crisi industriale, ad un crollo dei consumi e ad una disoccupazione crescente.

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