Pubblicato da: sergiolapenna | 23 febbraio 2010

LAPENNA (FI-PDL): PRESENTAZIONE BOZZA DEL PIANO SANITARIO REGIONALE

Il nuovo Piano sanitario regionale atteso da anni, incredibilmente, in piena campagna elettorale, viene presentato anche se in forma di bozza, per il triennio 2010/2013,  presso la sede dell’ex ASL 3 di Lagonegro a cui parteciperanno gli esponenti del Governo di centro sinistra. È quanto dichiara il consigliere regionale del gruppo di Fi verso il Pdl, Sergio Lapenna. Tale scelta – a parere di Lapenna – appare del tutto inopportuna a fine consiliatura  e alla vigilia della campagna elettorale. Non è accettabile che si presentino atti così importanti , giacenti da anni nei rispettivi Dipartimenti che, improvvisamente, si rianimano. La sanità lucana, anche in base a quanto è emerso dal rapporto 2008/2009 redatto dal Dipartimento Salute, ha bisogno indubbiamente di una programmazione adeguata in base al quadro sociale e assistenziale presente nella nostra Regione per implementare quei servizi più confacenti alla realtà locale. Dalla relazione seppure emergono degli aspetti positivi, è pur vero però che ci si trova di fronte ad un sistema in fase di riordino che si presenta lacunoso, soprattutto, nell’assistenza territoriale e domiciliare integrata, settori che invece andrebbero potenziati visto il progressivo invecchiamento della popolazione. Un dato ancora più preoccupante è la costante ascesa della spesa sanitaria, in netto contrasto con gli obiettivi di risparmio tanto divulgati nella legge di riforma.

Infatti, il riordino del servizio sanitario regionale – afferma Lapenna –  doveva essere effettuato attraverso  un preventivo lavoro di analisi paziente dei costi per evidenziare le dispersioni, le anomalie, le duplicazioni che rendono poco efficiente, efficace ed economica la sanità lucana e sulla base di un Piano sanitario già definito. Invece – aggiunge Lapenna –  la Regione Basilicata ha pensato bene di avviare prima la riforma delle Asl che, a distanza di due anni registra molti  ritardi nell’attuazione, in totale assenza della definizione dello Statuto regionale, che avrebbe dovuto ridisegnare l’impianto istituzionale e senza un Piano regionale della salute che viene, invece,  illustrato alla scadenza della legislatura.

Il quadro attuale – sottolinea Lapenna –  è che il centro sinistra è riuscito a creare, con grande abilità, invece che la riduzione del numero dei manager, la moltiplicazione degli stessi attraverso l’inserimento dei Distretti di salute, mettendo a capo di ognuno di essi un dirigente equiparato al direttore amministrativo e al direttore sanitario.

C’è da chiedersi dunque – conclude Lapenna –  se tale riforma consentirà realmente di perseguire gli obiettivi di organicità, efficienza e, soprattutto, economicità, tanto pubblicizzati o se rappresenterà un ennesimo atto propagandistico, visto che oggi ancora non sono in funzione alcuni servizi che, annunciati nelle varie leggi sul riordino del sistema socio–sanitario, tardano ad  entrare a regime, poiché spesso troppo complessi e farraginosi, a scapito dell’assistenza agli utenti, in particolare per quella territoriale e domiciliare.

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