Pubblicato da: sergiolapenna | 10 gennaio 2011

GRANDE (PPS): SU GRUPPI DI OPPOSIZIONE AL COMUNE DI POTENZA

La scelta di Nicola Becce ed Antonino Imbesi, due consiglieri comunali del PDL di uscire dall’intergruppo consiliare che riunisce i gruppi di opposizione, nasce da una confusione politica che si sta vivendo all’interno del comune di Potenza. E’ quanto dichiara il Segretario provinciale dei popolari per il sud della provincia di Potenza, Carmine Grande. Al comune della città capoluogo – afferma Grande- si è verificata una situazione a dir poco spiacevole, frutto di scelte sbagliate e superficiali. Infatti, nelle ultime competizioni elettorali, i dirigenti del Pdl hanno pensato di poter mettere insieme nuove candidature alternative al centro sinistra, garantendo anche la massima rappresentanza politica, tralasciando un particolare di non poco conto che, oggi, si sta rivelando un vero e proprio boomerang, ossia che le persone scelte erano uomini del centro sinistra. Ma i dirigenti, come consuetudine, hanno deciso dall’alto le nuove candidature, senza consultare la base democratica del partito, ricorrendo a candidature esterne piuttosto che valorizzare gli uomini del partito. Una strategia che – aggiunge Grande- alla luce dei recenti avvenimenti, si è rilevata del tutto sbagliata. In questa situazione di confusione è ovvio che due esponenti così autorevoli del Pdl, come Becce e Imbesi che rappresentano da sempre due consiglieri di minoranza molto attivi sul fronte dell’opposizione, non si identificano più in un gruppo al comune ambiguo e incerto, incapace di prendere posizioni definite. Tutto ciò – a parere di Grande- dimostra ancora una volta che la strategia del Pdl lucano nel corso di questi ultimi anni si sta dimostrando fallimentare, visti anche i risultati delle competizioni elettorali, poiché il Pdl sta via via perdendo rappresentanti importanti e fedeli, io stesso sono fuoriuscito dal partito per mancata condivisione di alcune decisioni, a scapito di flirt momentanei che poi tradiscono al momento più opportuno. È ora dunque – conclude Grande
– di ripensare a nuova strategie e di aprire un confronto anche con altri partiti, come i Popolari per il sud, che nascono e si identificano nella politica del centro destra, di chiedere l’impegno di uomini seri e fidati, ma non è possibile affidare il partito a persone che fondano la propria carriere politica sull’alternanza da un polo all’altro.

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