Pubblicato da: sergiolapenna | 5 marzo 2011

LAPENNA (PPS): IN BASILICATA L’AMBIENTE SI CONIUGA CON SALUTE E SVILUPPO?

l segretario regionale dei Popolari per il Sud, Sergio Lapenna, interviene in merito al problema dei rifiuti e del monitoraggio ambientale in Regione. Se il massimo Ente istituzionale – afferma Lapenna- ha sempre dichiarato che in ‘ tema di salvaguardia ambientale e tutela della salute dei cittadini, intendeva mantenere alta la guardia, incrementando i controlli dei fattori di rischio, prevedendo misure di tutela, ma anche attraverso attività di informazione, divulgazione e trasparenza, capaci di promuovere cultura e comportamenti coerenti con i principi e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile’, mi pare che nella pratica le cose non stanno così. Indubbiamente – afferma Lapenna- la Basilicata rispetto alla situazione disastrata delle altre regioni del Sud registra delle performance migliori, ma la situazione sta gradualmente peggiorando a causa dell’inerzia e della non curanza degli organi competenti su un aspetto così determinante.
Le intenzioni – aggiunge Lapenna – sono sempre state buone, peccato che non siano seguiti i fatti. La Val Basento e l’aerea industriale di Tito Scalo, ancora oggi, rappresentano due spine nel fianco. Ma si pone anche una nuova controversia in tema ambientale che riguarda l’area petrolifera, dove ancora non è stato avviato il più volte annunciato Centro di monitoraggio ambientale della Val d’Agri.
In tema di rifiuti, invece, bisogna evidenziare una serie di ritardi nel passaggio dalla gestione tradizionale (raccolta e conferimento indifferenziati) al ciclo integrato (raccolta differenziata, recupero e riciclaggio, trattamento) ed il fallimento dei Piani provinciali. Inoltre, è venuto meno anche il tentativo di unificare gli Ambiti territoriali di Potenza e Matera per poter organizzare, così come annunciato, ‘un ciclo di gestione dei rifiuti come occasione di modernizzazione compatibile e competitiva per la regione, all’insegna dell’innovazione, della tutela dell’ambiente e della salute’.
La situazione attuale – conclude Lapenna – evidenzia una serie di sprechi e di duplicazioni che non riescono a svolgere un ruolo di razionalizzazione e di coordinamento, alimentando un sistema inefficiente poiché, ciclicamente, assistiamo a delle fasi di emergenza vera e propria e che continua a bruciare fondi pubblici e rifiuti senza garantire risultati in termini di occupazione di riduzione di impatto ambientale.

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