Pubblicato da: sergiolapenna | 5 marzo 2011

LAPENNA PPS: SU INCOSTITUZIONALITA’ LEGGE ELETTORALE

Pur condividendo in via di principio, sul piano politico, l’abolizione del listino regionale, che avrebbe comportato il ripristino del libero voto democratico degli elettori, ho subito prospettato in Consiglio regionale, durante la scorsa legislatura nella mia veste di consigliere, i rischi oggettivi sulla dubbia legittimità costituzionale della legge elettorale approvata a fine legislatura. E’ quanto dichiara il segretario regionale dei Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Fin dall’inizio – afferma Lapenna – sono state rilevate le perplessità sulla discussa legge elettorale e sulle conseguenze che poteva avere sulle elezioni regionali che si sarebbero tenute dopo poche settimane. La riforma costituzionale del 1999 – spiega Lapenna – ha attribuito alle Regioni la competenza in materia elettorale, ma nel disegno del legislatore costituzionale la modalità di elezione dei Consigli regionali è strettamente legata alla definizione della nuova forma di governo. Gli organi regionali devono disciplinare in materia elettorale secondo i principi sanciti nello Statuto. Ma la regione Basilicata, con un colpo di mano, aveva tentato di modificare la legge elettorale senza il presupposto fondamentale, ossia senza l’esistenza di uno Statuto. Ciò è il segno evidente che in regione Basilicata non si scinde la funzione strettamente legislativa da quella prettamente politica che vanno attribuite con le dovute competenze e responsabilità..
La Corte Costituzionale – aggiunge Lapenna – oggi ha accolto il ricorso riconoscendo l’illegittimità della legge regionale, ribadendo in sostanza la sua linea di principio cioè che, fino all’adozione dei nuovi atti statutari, le Regioni possono solo modificare gli aspetti di dettaglio o di completamento della normativa statale vigente. La modifica che si era introdotta con la nuova legge regionale, abolendo il listino, quindi riducendo la lista regionale al solo candidato Presidente, e assegnando la quota maggioritaria dei seggi del Consiglio regionale alle liste provinciali collegate, snaturava il sistema vigente dell’elezione dei Consigli regionali, modificando il metodo di attribuzione dei seggi. In buona sostanza – sottolinea – così come ribadito dalla Corte Costituzionale, la legge regionale comportava una modifica rilevante e non di semplice dettaglio, poiché ridefiniva gli equilibri politici regionali e rappresentava una modifica sostanziale nella presentazione delle liste e delle candidature. Non posso che esprimere soddisfazione, oggi, per il contenuto della sentenza che ha sostanzialmente riconfermato i dubbi da me sollevati. Tutto ciò – conclude Lapenna – denota chiaramente che quella legge elettorale, varata a poche settimane dalla fine della scorsa legislatura, rappresenta oltre che un atto di vera e propria irresponsabilità politica, una delle pagine più brutte della politica regionale ed è figlia di interessi partitici, in barba al rispetto delle elementari norme di buon senso oltre che dei principi giuridici e se non fosse stata ritardata la sua applicazione al 2015, avrebbe avuto conseguenze disastrose sull’attuale Consiglio regionale.

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