Pubblicato da: sergiolapenna | 5 marzo 2011

LAPENNA (PPS): SU PIANO DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

Il nuovo Piano di dimensionamento scolastico appena approvato già evidenzia contraddizioni e incoerenze. È quanto dichiara il segretario regionale dei Popolari per il Sud, Sergio Lapenna.
Ancora una volta – afferma Lapenna – la Regione si dimostra incapace di predisporre una pianificazione delle attività scolastiche e formative per tutelare l’offerta culturale nel rispetto dell’orografia e delle peculiarità del nostro territorio. Nonostante la tentata attività di mediazione tra il sistema formativo e le richieste dei territori, svoltasi attraverso le audizioni nella Commissione Consiliare competente, tutto il lavoro preparatorio – sottolinea Lapenna- è stato vanificato dal Consiglio regionale che ha approvato il Piano usando due pesi e due misure. Persino il Presidente della Provincia di Potenza, Lacorazza, ha parlato di ‘pagina non edificante nel rapporto tra le Isitutuzioni’, poiché la Provincia aveva stilato il Piano in base alle linee guida predisposte dalla Regione stessa che, però, in fase di approvazione sono state stravolte. Tutto ciò è il segno evidente di una mancanza di raccordo tra le Istituzioni che pure appartengono ad un medesimo colore politico. Ma il danno più grave – sottolinea Lapenna- nel braccio di ferro tra i poteri locali, ricadrà purtroppo sugli utenti, ossia sugli alunni e sulle loro famiglie. Negli ultimi anni si sta verificando nelle scuole un continuo cambio anche di situazioni già consolidate che comporta un ricorso eccessivo a tagli di docenti e soppressione di classi già formate, provvedimenti che colpiscono anche le scuole elementari, con ricadute evidenti sui poveri bambini e ragazzi, a cui vengono tolte anche le poche certezze rimaste. Questo perché – conclude Lapenna – il centro sinistra continua a governare con provvedimenti tampone dettati da fenomeni di campanilismo o da interessi personali, non riuscendo, invece, a tracciare una nuova mappa delle scuole lucane sulla base di dati certi, come la costante riduzione del numero degli studenti e la soppressione delle direzioni didattiche, poiché manca a monte un progetto di pianificazione delle attività e dell’offerta formativa culturale allineato alle peculiarità del nostro territorio.

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