Pubblicato da: sergiolapenna | 5 marzo 2011

LAPENNA: URGENTE MORATORIA PER I DEBITI IN AGRICOLTURA

Il Parlamento e le Istituzioni hanno l’obbligo morale e istituzionale di intervenire per salvare uno dei settori che è stato tra i più importanti dell’economia nazionale italiana, quello dell’agricoltura, e che oggi, è agonizzante. È quanto riferisce il segretario regionale dei Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Per tentare di superare questa drammatica situazione a breve – annuncia Lapenna – partirà una campagna di raccolta firme che si estenderà a tutte le regioni del Sud nell’ottica della cooperazione interregionale promossa dal partito dei Popolari per il Sud, finalizzata a chiedere una moratoria delle cartelle INPS e delle esposizioni bancarie, per un congruo periodo di tempo, dei pagamenti previdenziali e contributivi con conseguente blocco dei delle cartelle notificate da Equitalia, per impedire i procedimenti esecutivi e i pignoramenti che stanno mettendo in ginocchio le aziende del settore.
La crisi economica ha pesantemente colpito un settore che, per la verità, già si trovava in grande sofferenza, poiché ogni azienda agricola ha accumulato un ingente debito nei confronti del fisco e del sistema contributivo. Negli ultimi anni gli impegni assunti e le iniziative intraprese non hanno sortito alcun effetto, ma hanno previsto solo provvisorie sospensioni del dovuto, mentre, per quanto riguarda il pregresso, sussistono i problemi più gravi. La situazione odierna è drammatica con un continuo aggravio del debito delle aziende agricole, ridotte ormai a condizioni reddituali d’insussistenza, incalzate da Equitalia che, per recuperare i crediti adotta misure estreme come il blocco dei conti bancari delle aziende e addirittura le macchine agricole, cioè gli attrezzi di lavoro dell’agricoltore.
E’ dunque urgente – conclude Lapenna – promuovere ogni utile iniziativa legislativa, in linea con le direttive comunitarie, per avviare un processo di consolidamento della situazione debitoria delle imprese agricole nei confronti del fisco e del sistema contributivo, anche perchè le aliquote contributive agricole italiane risultano tra le più alte tra tutti i Paesi dell’Unione Europea e, negli anni, si è registrato sia da parte dell’INAIL che dell’INPS un ulteriore aggravio contributivo a carico delle aziende.

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