Pubblicato da: sergiolapenna | 23 maggio 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS) DATI ALLARMANTI PER LA BASILICATA

Gli ultimi dati Istat fotografano un’Italia in crisi che cresce poco ed è in forte affanno. È quanto dichiara il segretario regionale di Udeur- Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Il rapporto Istat dichiara che “la crisi ha portato indietro le lancette della crescita di quasi 10 anni e l’attuale moderata ripresa ne ha fatti recuperare solo 13”. Le cose non vanno bene – sottolinea Lapenna- poiché nel decennio 2001-2010 l’Italia “ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell’Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro l’1,3% registrato dall’Unione europea. In sostanza l’Italia cresce molto poco rispetto alle maggiori economie europee ed è un dato molto preoccupante. Infatti, circa un quarto degli italiani “sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale” e anche in questo caso il dato è superiore alla media europea.Ovviamente proprio nelle regioni meridionali vive il 57% delle persone a rischio povertà, poichè in un tessuto già debole la crisi ha acuito i problemi. Il capitale sociale lucano – aggiunge Lapenna – si dimostra sempre più debole e non potrebbe essere diversamente in un contesto dove regna una economia debole, dove il mercato del lavoro è caratterizzato dalla ricerca di protezioni e privilegi corporativi, basato spesso su rendite di posizione. Ma il nostro sottosviluppo è determinato anche da fattori culturali e da una politica che, con la sua invasività, si è impadronita di tutti i mercati ed i settori strategici pubblici e privati, ma non ha saputo giocare le sue carte a livello nazionale svendendo spesso la nostra regione. Lo sviluppo della Basilicata – conclude Lapenna – oggi dovrà puntare in primo luogo sull’impegno concreto del Governo nazionale che, attraverso gli accordi sottoscritti nel cosiddetto memorandum, ci auguriamo possa rappresentare una vera svolta per i lucani, al fine di consentire l’uscita dall’isolamento geografico e culturale che sta fortemente penalizzando la Basilicata degli ultimi decenni. Potenza, 23/05/2011

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