Pubblicato da: sergiolapenna | 29 agosto 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS): REGIONE BASILICATA IN FASE DI STALLO

 

Dopo l’annuncio della firma del cosiddetto Vademecum prima dell’estate, a fine stagione, il Presidente De Filippo propone il Patto di Sistema a sostegno dell’occupazione e dello sviluppo, nel tentativo di far crescere l’economia lucana e dare una speranza ai giovani. È quanto dichiara il segretario regionale di Udeur-Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. La politica del centro sinistra – afferma Lapenna – continua a governare con slogan propagandistici anche in un momento di grave difficoltà dove, oltre alle parole, occorrerebbero, adesso più che mai, fatti concreti. Indubbiamente occorre avvicinare le esigenze dell’impresa e del mercato del lavoro ai tempi troppo lenti della politica e della burocrazia, ma qualunque misura si dimostrerà poco efficace se prima non si interviene sulle difficoltà strutturali della Basilicata che, insieme alla cattiva gestione, hanno determinato le difficoltà attuali. Al di là degli slogan, i dati parlano chiaro e la nostra regione è fanalino di coda nella crescita e nell’occupazione e, con la grave austerity cui andiamo incontro, rischia anche di essere cancellata come realtà territoriale, visti i dati negativi di crescita e l’inesorabile spopolamento. Ma la di là delle buone intenzioni – sostiene Lapenna- occorrono azioni concrete. Di contro – aggiunge – la Regione disperde una serie di soldi pubblici in incarichi inutili e consulenze, alcune affidate agli stessi impiegati, soldi che potrebbero avere una destinazione migliore. In questo clima non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini se prima non si da il buon esempio attraverso una seria razionalizzazione delle spese e, soprattutto una produttività delle stesse. È inutile – conclude Lapenna – addebitare le colpe solo ai tagli che il Governo nazionale mette in campo se prima non si fa un’auto analisi sulle responsabilità della politica regionale che ha portato la Basilicata in una fase di stagnazione e di mancata crescita, crisi ulteriormente acuita dalla congiuntura nazionale ed internazionale, ma non certo ad essa imputabile.

Potenza, 29/08/2011

 

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