Pubblicato da: sergiolapenna | 26 settembre 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS) CON I NUOVI TICKET VIETATO AMMALARSI

I nuovi ticket sanitari, introdotti dal Governo con la manovra finanziaria, hanno dato origine ad una vera e propria  anarchia tra le regioni italiane, poichè ognuna ha interpretato ed applicato  a suo modo l’introduzione degli stessi, generando solo  confusione e discriminazione tra i cittadini. E’ quanto dichiara il segretario regionale di Udeur-Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Il  risultato di questa disorganizzazione – afferma Lapenna – è che un cittadino  può ricevere trattamenti del tutto diversi, a parità di prestazioni,  anche in ospedali a pochi chilometri di distanza, introducendo così forti differenze sul contributo che i cittadini versano per la spesa sanitaria. Infatti – afferma Lapenna-  alcune regioni tra cui la Basilicata,  hanno  proceduto automaticamente all’introduzione  dei rispettivi ticket, mentre altre hanno previsto delle diverse rimodulazioni  in base ad un sistema di esenzioni o in relazione al tipo di prestazione da effettuarsi. In questo modo – continua Lapenna- sono sorti  sistemi diversi  che creano ingiustificate differenze tra una regione e l’altra.
Da un’indagine del “ Movimento Consumatori” – riferisce Lapenna – è emerso che  ogni regione  ha “personalizzato” il sistema. Così si può arrivare a situazioni limite in cui “una persona che si reca al pronto soccorso e dichiara di avere un dolore a livello gastrico, se sottoposto a visita cardiologica, elettrocardiogramma, consulto chirurgico ed ecografia, senza che si evidenzi nulla di serio, può pagare anche 130,15 euro”.

Tutto ciò, oltre a rappresentare una vera e propria stangata sui cittadini, è frutto di una totale mancanza di organizzazione e di programmazione nella distribuzione di una spesa sanitaria che spreca ingenti risorse in settori del tutto inutili e taglia, invece, sui servizi essenziali. Ciò è inaccettabile – sostiene Lapenna-  soprattutto in un sistema che promuove tanto la prevenzione, ma con gli ultimi aumenti anche fare prevenzione diventerà un lusso per pochi. Il riordino del sistema sanitario lucano – sostiene Lapenna-  nonostante una riforma già datata di qualche anno, non è intervenuto in alcun modo per rimodulare un sistema  inadeguato e che attualmente si dimostra fortemente discriminatorio. A questo punto è lecito  chiedersi se a fronte degli aumenti, almeno le liste di attesa si ridurranno drasticamente o andremo a pagare di più un servizio ugualmente inefficiente.  Ai cittadini- pazienti – conclude Lapenna – non resta che, visti gli alti costi delle prestazioni sanitarie pubbliche, rivolgersi alle strutture private che, a parità di prezzo, garantiscono un servizio rapido ed efficiente.

Potenza, 26/09/2011

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