Pubblicato da: sergiolapenna | 28 settembre 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS): SU RAPPORTO SVIMEZ

Nuovo affondo per il Sud secondo l’ultimo rapporto Svimez, dove la
disoccupazione  e lo spopolamento sono i segni evidenti di un mancato
sviluppo del Mezzogiorno e di un’Italia  divisa in due,  con un Nord
più virtuoso e il  Sud in piena recessione. E’ quanto dichiara
Sergio Lapenna, Segretario regionale di Udeur-Popolari per il Sud. In
questi  anni sia la
classe politica locale, ma anche quella nazionale, non hanno messo in
campo le strategie necessarie per creare un’Italia unita nello
sviluppo e nella crescita economica, ma hanno preferito confinare il
Sud ai margini.  Tutto questo ha indubbiamente radici lontane nella
storia italiana ma, non si può negare che l’attuale fase di crisi
sta colpendo pesantemente proprio il tessuto sociale più debole.  In
questo contesto si colloca anche la  drammatica situazione della
Basilicata, regione destinata a divenire sempre più povera e
spopolata, dove i giovani già oggi non trovano più sbocchi
lavorativi, oltre chè  culturali e sociali. Ma nonostante tutto ciò
continuano a rimanere bloccati il Piano per il Sud e il famoso quanto
dimenticato Memorandum, annunciato come panacea di tutti i mali, ma
giacente in un cassetto, mentre c’è una popolazione sempre più in
affanno. Mi preme sottolineare – continua Lapenna- che la
Basilicata è stata amministrata da una classe politica che ha fatto
del clientelismo la sua arma di bandiera, bloccando ogni possibilità
di sviluppo e di riforme, chiudendo le porte alle menti più aperte e
propositive, svendendo le proprie risorse naturali e riducendo il
popolo alla fame. In questi anni si è proceduto senza alcuna
programmazione nelle politiche per l’occupazione soprattutto  per le
donne e i giovani , costretti nel migliore dei casi ad emigrare,
mentre per gli altri le uniche possibilità rimaste sono  la povertà
ed il lavoro sommerso. È urgente  – conclude Lapenna – adottare
politiche adeguate e rimodulare i programmi di spesa comunitari che,
pur distribuendo ingenti risorse, non hanno avuto alcuna
ripercussione sulla crescita quando invece , in altri contesti, sono
riusciti ad invertire la situazione di partenza, puntando alla
realizzazione di opere strategiche e di programmi di sviluppo per
aumentare l’offerta di lavoro, quindi l’occupazione, ma occorre , in
questa delicata fase, anche salvaguardare la coesione sociale.

Potenza,
28/09/2011

 

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