Pubblicato da: sergiolapenna | 10 ottobre 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS): DISPARITA’ DI TRATTAMENTO PER GLI ALLUVIONATI LUCANI

Dopo sette  mesi sembra che gli agricoltori del metapontino, colpiti duramente nello scorso marzo dall’esondazione dei fiumi  Bradano e  Basento, potranno ricevere i primi aiuti concreti, ma ciò che ci sconcerta, al di là della lunga attesa, è che siano stati esclusi dal risarcimento altri comuni lucani ricadenti nell’area del Marmo Melandro, anch’essi duramente colpiti dall’alluvione. È quanto dichiarano Sergio Lapenna, segretario regionale di Udeur Popolari per il Sud e Pio Parisi, segretario della sezione di Baragiano e responsabile del settore agricoltura.  Nella nostra regione – dichiarano gli esponenti dell’Udeur  Pps – è prioritaria la realizzazione di opere infrastrutturali per la messa in sicurezza del territorio, ma è anche fondamentale risarcire chi ha subito danni a seguito degli eventi calamitosi. Ma ciò che ci stupisce è la disparità di trattamento tra i Comuni lucani, poichè  nel provvedimento non sono stati inclusi anche i comuni  ricompresi nell’area del Marmo Melandro, su cui era necessario intervenire. Tutto ciò è il segnale evidente chela Regioneprima e il Governo poi, non riescono a mettere in campo delle azioni di concreto aiuto e prevenzione a favore del settore agricolo, già fortemente penalizzato per la grave crisi economica e che rischia ulteriori danni in vista delle prossime piogge autunnali. Infatti, i 7 milioni di euro stanziati dal Governo sono ben poca cosa di fronte ai danni subiti che ammontano a circa 240 milioni di euro e che, in ogni caso, rappresentano  interventi tampone senza superare il problema della  messa in sicurezza del territorio e della costante opera di manutenzione.

 

È dunque necessario – concludono-  superare la fase di emergenza, anche se i tempi della politica sono sempre lenti rispetto alle esigenze dei cittadini, ma è anche indispensabile intervenire prontamente in particolare per quegli agricoltori che nell’arco dei 7 mesi sono stati costretti a chiudere le proprie aziende o, peggio ancora, per quelli che non hanno ricevuto né riceveranno alcuna forma di ristoro.

Potenza, 10/10/2011

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