Pubblicato da: sergiolapenna | 12 ottobre 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS): SU SERVIZI COMUNE DI POTENZA

La crisi finanziaria del comune di Potenza ha origini strutturali e non
si può utilizzare ogni volta l’alibi dei tagli del Governo centrale
per nascondere che la scarsa erogazione dei servizi essenziali è
attribuibile, prima di tutto, al debito strutturale, ma anche ad una
politica di irresponsabile amministrazione della città capoluogo.

È quanto dichiara il Segretario regionale di Udeur-Popolari per il Sud,
Sergio Lapenna.

La città di Potenza – afferma Lapenna – negli ultimi anni è andata
incontro ad un progressivo peggioramento non solo dei servizi, ma
della qualità di vita e ciò è sotto gli occhi di tutti i
cittadini. Il Sindaco – afferma Lapenna-  insieme alla sua
amministrazione, non può  imputare al Governo Berlusconi per i tagli
recenti, la mancata erogazione di alcune prestazioni
essenziali,poiché la crisi finanziaria del Comune è il frutto di
anni di cattiva gestione e di sperpero di risorse che non sono state
distribuite in maniera ragionevole. Ancora oggi vengono sprecate
risorse in mostre inutili e opere non essenziali, mentre in tempi di
austerity bisogna concentrarsi su spese necessarie a garanzia dei
cittadini, soprattutto quelli più deboli. Tant’è che – continua
Lapenna-  le forze di opposizione hanno sempre invocato una politica
di rigore per ridurre  una serie di sprechi  proprio per poter
garantire, quanto meno, la copertura dei servizi fondamentali.
Potenza è una città capoluogo, che da anni offre servizi scarsi o
non efficienti, indipendentemente dai recenti tagli. Discorso a parte
– aggiunge –  mi preme fare sulle mense scolastiche, poichè nella
città capoluogo,  da alcuni anni, quindi non solo per l’anno in
corso, il Comune non è in grado di far partire il servizio in
maniera puntuale. Infatti, ad ogni inizio di anno scolastico,
assistiamo al solito spettacolo di promesse annunci e smentite,
alimentando  sempre le incertezze per i genitori che, volendo
usufruire del  servizio di refezione scolastica, pagato anche con un
contributo abbastanza elevato rispetto ad altre località, non hanno
mai la certezza se il servizio possa essere garantito  o meno.
Ricordo- sottolinea Lapenna-  che l’amministrazione comunale ha
attivato il servizio di refezione scolastica in alcune scuole ex
novo,  solo due  anni fa, pur sapendo benissimo che non vi erano le
coperture necessarie a garanzia dello stesso.  I cittadini sono
stanchi di essere presi in giro, poiché già lo scorso anno il
Comune ha chiesto aiuto alla Regione, segno evidente che non è
capace di amministrare le proprie risorse.  Alla città di Potenza-
conclude Lapenna – indubbiamente va riconosciuto lo stato  di città
capoluogo, poiché accoglie gran parte dell’hinterland ma occorre,
prima di tutto,  mettere in campo una responsabile politica di
risanamento che intervenga sugli sprechi e garantisca,
prioritariamente, servizi più efficienti e funzionali alla
collettività, soprattutto in un  un momento così delicato.

Potenza 12/10/2011

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