Pubblicato da: sergiolapenna | 19 ottobre 2011

LAPENNA(UDEUR-PPS): RAPPORTO CARITAS, LA BASILICATA LA REGIONE PIU’ POVERA D’ITALIA

Il 13,8 per cento della popolazione, pari a circa otto milioni di Italiani, vive in condizioni di povertà, secondo quanto riferisce il Rapporto 2011 della Caritas, in base ai dati dell’anno 2010. E’ quanto dichiara il segretario regionale di Udeur- Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Il dato più sconfortante – afferma Lapenna- è che la Basilicata risulta la regione più povera d’Italia. In particolare, la situazione più drammatica riguarda i giovani che, senza prospettive e senza futuro, precipitano in una situazione di indigenza vera e propria, mentre i più fortunati decidono intelligentemente di emigrare altrove. Nel 2010 – sostiene Lapenna- il 30 per cento delle famiglie lucane viveva al di sotto della soglia di povertà relativa, ma il dato ancor più preoccupante è che vi è un altro 20 per cento che non riesce ad arrivare a fine mese. Dopo i vari slogan coniati da De Filippo come “Basilicata sexy e Libia domestica”, ora il Presidente deve lanciare l’unico vero slogan della Basilicata ossia “la regione più povera d’Italia”, come triste primato conquistato, nonostante, come più volte ribadito, abbiamo tante risorse sia in termini energetici, ma anche tante potenzialità nel settore turistico e della green economy. Purtroppo, l’incapacità di governare e di sviluppare le aree ad alta potenzialità hanno portato la Basilicata sull’orlo del fallimento. In effetti, lo sfruttamento sconsiderato che si fa della nostra regione, vedi per il petrolio e l’acqua, ha consentito di arricchire solo chi gestisce direttamente le risorse senza alcun beneficio o ricaduta sull’economia lucana. Le uniche misure prese dalla classe politica in questi anni sono consistite in misere elargizioni ai lucani e, nonostante l’evidente fallimento di queste azioni, nulla è stato fatto in termini di programmazione e di sviluppo per consentire una ripresa o uno slancio dell’economia, ma si è perseverato su una strada già perdente fin dall’inizio del suo percorso. Oggi le donne e i giovani lucani – conclude Lapenna – pagano il prezzo più alto, poiché hanno perso anche la voglia di combattere di fronte ad un immobilismo politico e programmatico che, in quest’ultimo decennio ha completamente affossato l’economia, oltre che speranze dei lucani, affidando alle sole associazioni di volontariato la grave situazione di difficoltà delle famiglie lucane. Potenza, 19/10/2011

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