Pubblicato da: sergiolapenna | 30 novembre 2011

LAPENNA (UDEUR-PPS): ARPAB COME AGENZIA “SOTTOSVILUPPATA”

La Corte dei Conti ha definito l’Arpab  come un’agenzia “sottosviluppata”,  poiché deliberatamente affidava,  senza alcun controllo,  incarichi esterni, non tenendo in alcun conto le professionalità interne che, invece erano assolutamente in grado di effettuare le mansioni previste. È quanto dichiara il segretario regionale di Udeur- Popolari peri il Sud, Sergio Lapenna. Da un’inchiesta della Guardia di Finanza- afferma Lapenna- è emerso , come ha riferito il Procuratore regionale della Corte dei Conti che “caso, unico in Italia, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente  si serviva per le sue attività di un’altra società grazie a degli affidamenti all’esterno, ossia ad un’altra società “in house”come Agrobios srl, di proprietà della stessa Regione, pur in presenza di competenze interne specifiche.

La gestione dell’Agenzia,  dal 2005 al 2008, aveva consolidato  una prassi  che prevedeva la  concessione di una serie di  incentivi sullo stipendio per qualunque tipo di attività,  tant’è che l’Agenzia svolgeva al minimo le sue funzioni, infatti tutte le iniziative erano fondate su un progetto e un finanziamento extra, con il consueto riconoscimento di bonus in busta paga. Qualunque buon amministratore, come ha ammonito la Corte dei Conti,  sarebbe intervenuto per tutelare gli interessi dell’Agenzia e dei suoi dipendenti ma, evidentemente i dirigenti dell’Arpab erano impegnati in vicende molto più complesse.

La Corte dei Conti – aggiunge Lapenna-  ha dunque richiesto per questa negligenza  la restituzione di   almeno 6 milioni di euro,  spesi per affidare all’esterno progetti che rientravano nelle competenze e nelle conoscenze dei dipendenti  dell’Agenzia. Dunque soldi pubblici sperperati  che  devono tornare nelle casse della Regione e che, invece, potevano essere utilizzate come misure a sostegno dei servizi, sempre più carenti in questa regione poiché, chissà come mai, quando si tratta di iniziative a beneficio della collettività gli Enti sono sempre al verde.

Tutto ciò – conclude Lapenna- è avvenuto   in  evidente  violazione dell’obbligo di buon andamento della pubblica amministrazione  e del ricorso ad affidamenti esterni solo in caso di effettive esigenze, principio troppo spesso dimenticato dalla regione Basilicata che continua ad adoperare metodi “privatistici” nella gestione di soldi pubblici, invece di tutelare esclusivamente l’interesse della collettività.

Potenza, 30/11/11

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