Pubblicato da: sergiolapenna | 7 giugno 2012

LAPENNA (UDEUR-PPS): IMU, ALTRO DURO COLPO PER L’AGRICOLTURA

 Dopo le difficoltà che già pesano nella gestione delle imprese agricole, unitamente all’aumento dei costi di produzione, diretta conseguenza dell’elevato costo dei carburanti, la stretta creditizia nei confronti delle imprese a cui si sono aggiunti i danni del maltempo, un altro duro colpo si sta per abbattere sul settore agricolo italiano, infatti si avvicina la scadenza per il pagamento dell’Imu anche per il settore agricolo. E’ quanto dichiarano il segretario regionale di Uderu-PPs, Sergio Lapenna, unitamente al segretario della sezione di Baragiano, Pio Parisi. L’agricoltura – affermano- un tempo era il settore trainante dell’Italia ma, negli ultimi anni, ha subito una serie di forti scossoni. I nostri amministratori, invece di risollevare un territorio a vocazione agricola e come tale da salvaguardare, proponendo un nuovo modello di sviluppo che parte dall’agricoltura, intesa non solo come fonte primaria per la produzione del cibo, ma anche come tutela dell’ambiente e occasione di turismo e di cultura, stanno completamente annullando tale settore. Oggi si fa di tutto per scoraggiare anche i giovani ad intraprendere un lavoro così duro, non c’è più controllo sulla qualità dei prodotti e la concorrenza sleale di prodotti all’estero sta fortemente compromettendo il settore senza che nessuno faccia niente. Il Governo Monti ha introdotto questa tassa senza tenere conto che essa rappresenta già una doppia tassazione, poichè gli edifici strumentali all’attività fondiaria già sono tassati attraverso l’Irpef e l’Ici. Inoltre, l’agricoltura è un settore ad alta patrimonializzazione, ma a bassa redditività, ossia occorre una elevata superficie immobiliare per produrre un piccolo reddito. La scelta di spostare l’imposizione dal reddito al patrimonio – concludono- rappresenta un grave danno per l’agricoltura senza che però siano stati applicati dei correttivi all’intero sistema fiscale e contributivo del comparto che potesse venire incontro alle reali esigenze degli addetti per consentire un rilancio del settore.
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